#NonUnLibroQualunque. Binaria, la libreria dell'integrazione

La libreria dove le divisioni si trasformano in occasioni di incontro, scambio, solidarietà e giustizia. E non manca Terra Nuova...

11 Gennaio 2020
#NonUnLibroQualunque. Binaria, la libreria dell'integrazione. Stili di vita

La Fabbrica delle “e” si trova a Torino, nel quartiere San Paolo, dentro una ex fabbrica, come vuole la migliore tradizione culturale degli ultimi due decenni di una città che ama definirsi post industriale. La fabbrica era un ex capannone industriale che fino alla metà degli anni Settanta ospitava l’azienda Cimat (Costruzioni italiane macchine attrezzi Torino), facente parte dell’indotto Fiat. Le strutture interne, gli spazi ampi, i carri ponte ristrutturati e colorati, i nomi delle sue sale conferenze, tutte denominate “officine” o “botteghe” riportano ogni giorno alla memoria l’origine della struttura che da giugno 2002 è diventata la sede ufficiale dell’associazione Gruppo Abele.

Tante “e” per integrare

In questo luogo si fabbricano dunque le “e”. Cosa sono? La lettera “e” del nome specifica la volontà di trasformare, dentro le proprie mura, le tante, troppe “o” che nella quotidianità dividono, etichettano, creano meccanismo di esclusione, in “E”, capaci di promuovere incontro, scambio, percorsi di impegno, di solidarietà, di giustizia. Giovani e adulti, impegno sociale e tempo libero, memoria e futuro, agio e disagio, territorio e mondialità, laicità e spiritualità sono alcune delle “e” che vogliono caratterizzare fin dal principio questa esperienza.

In questo contesto si trova Binaria, storica libreria del Gruppo Abele per anni situata nel centro città, è il frutto di questo percorso. Non solo una libreria, ma un centro commensale. Avete capito bene, non commerciale ma commensale, perchè in questo posto “le persone, la convivialità e il “noi” vengono prima delle merci” ci racconta Filippo Scisciani, responsabile della libreria. “Binaria è dunque un progetto che unisce i due ideali che da 50 anni caratterizzano il Gruppo Abele: accoglienza e cultura”.

Una libreria, una bottega e una pizzeria

In questa grande fabbrica ci sono diversi spazi di svago e ritrovo, una bottega con i prodotti di Libera, e una pizzeria che si chiama Berberè. La libreria si estende su oltre 200 mq, e ha circa 12 mila referenze, con una parte legata a saggistica e tematiche sociali.

“Una delle nostre peculiarità è proprio l’attenzione rivolta ai più piccoli” spiega Filippo. “Crediamo fortemente nella collaborazione con le scuole, per creare un legame saldo e duraturo tra il percorso di formazione dei bambini e dei ragazzi e il mondo del libro e della lettura. Per questi motivi abbiamo elaborato alcune proposte per le scuole di ogni ordine e grado che vanno dalle mostre nelle scuole agli incontri con autori al termine di un percorso di lettura concordato con gli insegnanti”.

Binaria partecipa anche al progetto nazionale E se diventi farfalla pensato per potenziare i nidi e le scuole dell’infanzia, fornendo una molteplicità di proposte ludico-formative alle famiglie più fragili e sperimentando la creatività come risorsa per combattere la povertà educativa.

Promozione scientifica, culturale ed etica

“E poi da quest’anno abbiamo arricchito il settore dedicato alle tematiche ambientali con un vasto assortimento di libri per adulti e per bambini” continua Filippo. “Sosteniamo e partecipiamo alle iniziative di Casacomune, un’associazione dedicata alla promozione scientifica, culturale ed etica dei valori espressi dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. È una Scuola di formazione scientifica, di dialogo culturale e incontro sociale per promuovere i valori e le azioni dell’ecologia integrale e della giustizia”. Tra i tanti eventi organizzati il format della pizza con l’autore, sempre molto amato del pubblico. E un progetto di lettura ad alta voce in alcune case di riposo grazie al sostegno della Fondazione Specchio dei tempi.

 

Binaria c/o La fabbrica delle “e”, Centro Commensale del Gruppo Abele, via Sestriere 34, Torino
www.binariagruppoabele.org

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di Gabriele Bindi


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