Poniamo fine alla dipendenza dalla crescita

L'unica possibilità per arrestare la devastazione ambientale è mettere fine alla dipendenza dalla crescita economica. La petizione lanciata da un gruppo di scienziati.

24 Gennaio 2019
Poniamo fine alla dipendenza dalla crescita. Economia alternativa

Decine e decine di migliaia di cittadini, comitati e movimenti europei hanno già sottoscritto la petizione lanciata da duecento scienziati riuniti nell’European Environmental Bureau1 che chiede all’Europa di porre fine alla dipendenza dalla crescita economica, unica possibilità per arrestare la devastazione ambientale.

«Negli ultimi settant’anni la crescita del Pil si è rivelata l’obiettivo economico primario delle nazioni europee» si legge nell’appello. «Ma con la crescita delle nostre economie, è aumentato anche il nostro impatto negativo sull’ambiente e stiamo superando lo spazio operativo sicuro per l’umanità su questo pianeta. Oggi risolvere i problemi sociali all’interno delle nazioni europee non richiede più crescita, bensì una più equa distribuzione del reddito e della ricchezza che già abbiamo».

Gli scienziati rimproverano l’Europa di non essersi impegnata su fronti alternativi. «Il progetto Beyond GDP (Oltre la crescita) della Commissione europea è diventato GDP & Beyond (Crescita e oltre). Il mantra ufficiale rimane la crescita, declinata addirittura come “sostenibile”, “verde” o “inclusiva”» proseguono gli scienziati nel loro appello. «Persino i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite includono la ricerca della crescita economica come obiettivo politico per tutti i paesi, nonostante sia in contraddizione con la sostenibilità».

Modelli ecologici macroeconomici

Ora una nuova iniziativa globale, la Wellbeing Economies Alliance2 sta costruendo collegamenti tra tutti i movimenti e i soggetti critici verso questa visione di sviluppo, e una rete di ricerca europea3 ha sviluppato nuovi modelli ecologici macroeconomici. «È possibile migliorare la qualità della vita, ripristinare il mondo vivente, ridurre le disuguaglianze e fornire posti di lavoro dignitosi senza necessità di crescita economica, a condizione che si adottino politiche per superare la nostra attuale dipendenza da essa» si legge nell’appello.

Alcuni dei cambiamenti proposti includono limiti all’uso delle risorse, tassazione progressiva per arginare l’ondata di crescente disuguaglianza e una graduale riduzione dell’orario di lavoro. «L’utilizzo delle risorse potrebbe essere frenato introducendo una tassa sul carbonio e le entrate potrebbero essere distribuite come dividendo per tutti o utilizzate per finanziare i programmi sociali» scrivono gli scienziati pro-sostenibilità. «Introdurre un reddito sia minimo che massimo ridurrebbe ulteriormente la disuguaglianza, contribuendo nel contempo a ridistribuire il lavoro di cura e ridurre gli squilibri di potere che minano la democrazia. Le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate per ridurre il tempo di lavoro e migliorare la qualità della vita, invece di essere utilizzate per licenziare masse di lavoratori e aumentare i profitti dei pochi privilegiati».

Il gruppo di scienziati chiede dunque all’Unione europea di:

1. Costituire una commissione speciale sui futuri postcrescita nel Parlamento dell’UE.
Questa commissione dovrebbe discutere attivamente il futuro della crescita, ideare alternative politiche per i futuri successivi alla crescita e riconsiderare il perseguimento della crescita come obiettivo politico generale.

2. Incorporare indicatori alternativi nel quadro macroeconomico dell’UE e dei suoi Stati membri.
Le politiche economiche dovrebbero essere valutate in termini del loro impatto sul benessere umano, l’uso delle risorse, la disuguaglianza e la disponibilità di lavoro dignitoso. Questi indicatori dovrebbero avere una priorità più alta del PIL nel processo decisionale.

3. Trasformare il patto di stabilità e crescita (Psc) in un patto di stabilità e benessere.
Il Psc è un insieme di regole volte a limitare i disavanzi pubblici e il debito pubblico. Dovrebbe essere rivisto per garantire che gli Stati membri soddisfino i bisogni fondamentali dei loro cittadini, riducendo al contempo l’uso delle risorse e le emissioni di rifiuti a un livello sostenibile.

4. Istituire un Ministero per la transizione economica in ogni stato membro.
Una nuova economia che si concentri direttamente sul benessere umano ed ecologico potrebbe offrire un futuro molto migliore di quello che è strutturalmente dipendente dalla crescita economica.

 

Note

1. https://eeb.org
2. https://wellbeingeconomy.org
3. https://postgrowtheconomics.wordpress.com

LA PETIZIONE SI PUÒ FIRMARE QUI: http://goo.gl/eypxsv

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Brano tratto dall'articolo Biomasse? Non cadiamo nel tranello

Leggi l'articolo completo sul mensile Terra Nuova Dicembre 2018

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