DANIMARCA - SVANHOLM

Durante gli anni '70 e '80 furono le contestazioni giovanili e i numerosi movimenti di base che rivolsero l'attenzione verso nuove forme di convivenza e di abitare che, attraverso un processo di co-decisione/co-gestione, portassero alla realizzazione di una “effettiva” democrazia. La Danimarca ha assistito in quel periodo al proliferare di comunità, ecovillaggi e comunità di abitazione: l'esempio di Svanholm.

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La comunità di Svanholm

Svanholm Conta circa 150 residenti e si trova nello Sjælland a tre chilometri da Skibby, non distante da Copenaghen. La comunità è stata fondata nel 1978 con l'acquisto dell'azienda agricola Svanholm, con circa 415 ettari di terreno. Uno dei motivi che hanno portato alla nascita del “collettivo”, è stato quello di voler dimostrare che l'organizzazione della società basata sul modello consumistico ha prezzi troppo elevati sia a livello ambientale che sociale. L'intenzione era quella di creare una comunità che promuovesse uno sviluppo sostenibile nei suoi molteplici aspetti. Oltre a quelli ecologici, diventava fondamentale introdurre principi di democrazia, “né attraverso un modello capitalista, né attraverso un modello comunista”, ma con l'organizzazione di una struttura sociale dove fosse prevista una effettiva pari dignità fra tutti i suoi membri. L'autogestione, rappresenta la base su cui è fondata la comunità di Svanholm.
Decentramento, coinvolgimento di collaboratori nei processi decisionali hanno ricevuto molta attenzione in questi anni (ad es. nell'industria, nel commercio, ecc…), ma il modo di costruire l'autogestione in Svanholm è suo, personale, originale.
Si è sviluppato un processo di autogestione che permette all'individuo di crescere, di diventare consapevole del proprio valore individuale e in rapporto agli altri. Questo è reso più facile dal fatto che Svanholm è una realtà piccola, dove tutti si conoscono e l'autogestione si è sviluppata ad un livello di base.
L'individuo viene così ad avere una diretta influenza sulle decisioni che riguardano la propria vita e la comunità in cui vive. Autogestione non significa però applicare semplicemente una formula, è un lungo “processo di apprendimento” che si attiva sia con i successi che con gli errori. Anche quest'ultimi sono parte integrante del processo.

Il metodo del consenso

Oggi Svanholm è organizzata come una società nella società: ha una propria struttura, proprie leggi ed una sua economia. Sviluppa inoltre una politica per l'ambiente, la scuola, la sanità, il traffico, ecc… La gestione è collettiva. Il più importante organo decisionale è l'assemblea comune, che si svolge una volta la settimana, a cui tutti i membri e gli ospiti possono partecipare.
Un progetto, per ottenere l'approvazione, deve prima essere presentato e discusso in una precedente assemblea comune affinché si riducano gli eventuali contrasti. Un aspetto fondamentale del processo di decisione è il metodo del consenso; tutti cioè devono accordarsi su una determinata proposta prima che possa essere deliberata.
Se qualche persona è contraria, l'obiezione non è semplicemente respinta, ma viene prolungata la discussione per dare la possibilità all'assemblea di apportare adattamenti o cambiamenti che trovino il consenso di tutti.
Può anche succedere che la nuova formulazione debba sottostare a condizioni tali per cui le persone contrarie decidano di ritirare le loro obiezioni. Evidentemente la pura e semplice obiezione non basta, coloro che disapprovano devono anche presentare una proposta alternativa. Nei casi in cui una decisione sia bloccata o prolungata perché si manifesta una netta spaccatura tra due parti che seguono opposte direzioni, queste in genere chiedono di incontrarsi per appianare i dissidi o formulare una nuova proposta.
Se il processo decisionale a volte può apparire lungo e laborioso, ha però il vantaggio del consenso da parte di tutti, rimediando così a frustrazioni e insoddisfazioni di una minoranza su una decisione presa dalla maggioranza. Nelle assemblee comuni vengono nominate anche delle sottocommissioni che, entro limiti stabiliti, hanno anch'esse potere decisionale. Ci sono commissioni per l'economia, gli investimenti, il coordinamento del lavoro, i rifiuti, ecc… .
Spesso queste rappresentano il luogo dove vengono elaborati progetti o proposte che poi sono presentati all'assemblea comune per la definitiva approvazione.

Economia comune

A Svanholm anche l'economia è comune. Coloro che prendono le decisioni sono anche quelli che dovranno poi eseguire materialmente le opere. Accorciando la distanza tra la parola e l'azione si viene così a realizzare una “democrazia diretta”. Capitali e guadagni vanno tutti nella cassa della comunità che viene utilizzata per gestire “l'impresa Svanholm”. I fondi sono usati per i diversi settori produttivi, la costruzione e il miglioramento di edifici, le strutture per i bambini, gli alimenti e la “mancia” per gli abitanti. Le mance servono per “provare” il mondo circostante, per i vestiti e per i divertimenti.
Tutti i bisogni quotidiani sono coperti dalla cassa comune, anche l'uso dell'automobile (in comune) o i biglietti per mezzi di trasporto pubblici. Anche i bambini ricevono una “mancia”; quelli dai dieci anni in su hanno inoltre la possibilità di guadagni extra svolgendo piccoli lavori. Un introito maggiore è consentito anche agli adulti che si prestano a svolgere altre mansioni oltre a quelle di loro competenza.
L'economia comune rende possibile il fatto di non dover rivolgere l'attenzione unicamente ad una produzione redditizia, ma permette di intraprendere attività che magari all'inizio non lo sono e di prendere in considerazione anche fattori umani ed ecologici. Ci sono però alcune limitazioni in quanto la comunità, al momento dell'acquisto di Svanholm Gods, si è indebitata e deve ancora finire di pagare le rate. Questo fatto condiziona anche l'ingresso di nuovi membri nella comunità. Persone che ad es. hanno un debito personale di una certa consistenza, non sempre possono essere accettate. Entrando nella comunità questo fatto non riguarderà più solo l'individuo, ma tutti i suoi membri. Per l'ingresso di nuovi membri non ci sono comunque limiti o regole fisse e ogni volta si valuta la situazione. Nel caso in cui un nuovo membro porti con sé un certo capitale, questo gli verrà poi restituito una volta che decidesse di trasferirsi. Gli abitanti di Svanholm hanno la possibilità di prendersi un “congedo” dal collettivo. Si può lasciare la comunità per un determinato periodo (fino a 1 anno) portando con sé una somma di danaro. Si può anche decidere di sfruttare il “congedo” restando a Svanholm e dedicarsi a cose che non hanno niente a che vedere con la comunità.

Il lavoro

Non viene mai assegnato un posto di lavoro per il quale non si è adatti. Si può invece, in collaborazione con il gruppo di coordinamento, trovare un'adeguata occupazione, come anche trasferirsi da un posto di lavoro ad un altro. La maggior parte dei membri ha un'occupazione all'interno di Svanholm; sono circa 1/3 invece quelli che hanno un'attività lavorativa esterna.
“L'impresa Svanholm” è anche datore di lavoro per quelle 10 persone che provengono da fuori e sono occupate nel settore produttivo e nell'amministrazione.
Le attività di Svanholm sono molteplici: agricoltura, zootecnia, silvicoltura, importazione di vini biologici, produzione di farine, zucchero e mangimi ecologici, panificazione, edilizia, riparazione di automobili, trattori e attrezzi agricoli, educazione. A Svanholm l'educazione e la cura dei bambini ha un posto di assoluto rilievo. Si è ritenuto indispensabile che questi dovessero rimanere nella comunità, dove hanno un contatto diretto con la natura e possono rimanere vicini ai loro genitori acquisendo così “un senso di sicurezza che si respira quotidianamente”.
Vengono divisi in fasce di età: una prima per i bambini da 6 mesi a 5 anni e un'altra per quelli di età superiore. I genitori con bambini di età fino a 3 anni possono disporre di un orario di lavoro ridotto.
Per la cura dei bambini c'è una convenzione con il comune di Skibby e un'altra con il comune di Jæger in base alla quale sono stabiliti i prezzi per i bimbi provenienti dall'esterno.
A, a seconda delle esigenze del momento, ci si può trasferire da un'abitazione a un'altra.
Queste sono ubicate negli edifici della grande fattoria, oppure in edifici di nuova costruzione che possono trovarsi anche fino a 3 chilometri da questa.
L'energia elettrica è fornita da generatori eolici, per il riscaldamento invece si utilizzano stufe alimentate a legna o a flis. Si è iniziata l'installazione di toilettes a produzione di compost, mentre le acque di scarico sono depurate naturalmente con una Living Machine.