UTOPIAGGIA (Terni)

In una valle incontaminata dell'Umbria, una delle esperienze comunitarie più antiche in Italia. Utopiaggia nasce nel 1982, con l'acquisto di circa cento ettari di terreno e tre case da ristrutturare. I promotori sono un folto gruppo di giovani tedeschi, cui si sono associati, più tardi, un paio di italiani.

Loc. Greppolischieto 6 - Montegabbione TR
39-763 870 20
www.utopiaggia.eu
info@utopiaggia.eu

Gli interni 

Gli interni di Villa Piaggia (la cosiddetta “casa madre”) sono particolarmente curati e accoglienti, rustici per le stufe a legna in ghisa o in argilla, le mensole di legno massello cariche di libri, le pelli di pecora sulle panche della sala da pranzo, ma allo stesso tempo, tendenzialmente raffinati.

Risorse

Pozzi profondi rimediano alla mancanza d'acqua corrente. Ai primi due bagni ecologici esterni si sono affiancati più comodi gabinetti nelle case. Pannelli solari, montati sui tetti, garantiscono docce calde ed ecosostenibili e caldaie a legna, collegate al sistema di riscaldamento, rendono accoglienti le abitazioni anche in inverno.

Autosufficienza 

In diretta continuità con le motivazioni ideali originarie, la comune ha mantenuto saldo la scelta dell'autosufficienza alimentare: ogni casa ha il suo orto e, nel podere, ci sono alberi di ulivo a sufficienza per il consumo interno di olio e di olive; le pecore danno soprattutto latte e formaggio (di rado la carne) e le galline le uova.

Economia  

Ciascuno è padrone del proprio reddito, pur dovendo versare mensilmente una somma in una cassa comune per spese ed investimenti comuni. È stata fondata una cooperativa agricola ed artigiana che consente ad alcune persone di lavorare negli ambienti della comune. La maggior parte degli altri membri invece svolgono il loro lavoro fuori dalla comunità.

Metodo decisionale 

Assemblee comunitarie che si svolgono quattro volte l'anno. Principio dell'unanimità. Alcune regole, rigorosamente “non scritte”: non fumare in presenza di bambini; impegnarsi tutti, periodicamente, in lavori comuni (ristrutturazioni, potature ecc.); distribuirsi, equamente, i turni di lavoro in cucina e per gli spazi “privati” all'interno delle abitazioni.

Una comunità aperta

Per diventare membri effettivi della comune, dunque aver voce nelle assemblee e aver diritto, in pianta stabile, ad una propria