Cunial e Benedetti: «Pesticidi in Veneto, quantità che spaventano»

Allarme pesticidi in Veneto, con quantità ben al di sopra della media nazionale. Le due parlamentari del Gruppo Misto, Sara Cunial e Silvia Benedetti, tornano sulla questione stigmatizzando le condotte di enti locali e politici contro movimenti e cittadini che si battono per la tutela ambientale.

21 Ottobre 2019

«Quattro milioni e 622.000 chili di pesticidi sversati nella Marca Trevigiana, in un anno. Nella sola provincia di Treviso sono stati utilizzati 727mila e 440 chili, pari al 15% del venduto. Peggio di così solo Verona. Stiamo parlando del peggio del peggio del nostro Paese»: la durissima denuncia arriva da Sara Cunial e Silvia Benedetti, deputate del Gruppo Misto in commissione Ambiente, che tornano sul tema irrisolto dell'uso e abuso di pesticidi nel nostro paese e in alcune regioni in particolare.

«In Veneto vengono irrorati 12 chili per ettaro contro i 5 della media nazionale - proseguono le due parlamentari - Numeri folli che nessuno, tra Provincia e Regione, sta contrastando. Anzi, proprio chi dovrebbe tutelare la salute delle persone si scaglia contro chi combatte in difesa della propria vita e dei propri figli. Tutto questo è inammissibile».

I genitori di San Giacomo e lo stop al referendum di Conegliano

Le due parlamentari puntano il dito in particolar modo alle condotte di enti locali e politici nei confronti di movimenti e cittadini che si battono per la tutela ambientale.

«Ci riferiamo per esempio ai genitori dell’asilo di San Giacomo (nel Comune di Vittorio Veneto, nda), che da mesi si stanno battendo contro la costruzione dell’ennesimo vigneto e che si sono visti disattendere tutti gli impegni accordati da una politica molto più interessata alle prossime amministrative che alle future generazioni che rischiano di crescere respirando veleni ai bordi di un campo contaminato – continuano – O, ancora, alla sospensione del referendum di Conegliano contro l’uso di pesticidi e al default di quello di Malles, primo vero esempio di autodeterminazione di una cittadinanza che ha scelto di smettere di essere avvelenata. E invece no, perché, ancora una volta, leggi e burocrazia, inefficacia dei regolamenti e supremazia del mercato sulla vita delle persone, ci costringono a vivere oppressi da sostanze chimiche tossiche e pericolose. Alla faccia dei diritti, dell’ambiente e della nostra dignità – concludono – personalmente e politicamente saremo sempre dalla parte di chi lotta per vivere in un luogo più salubre e sicuro. È questo che dovrebbe fare chi ha la responsabilità di decidere per il proprio Paese».

Letture utili

L'agricoltura biologica, biodinamica, naturale, a tutela della biodiversità e l'approccio agroecologico sono i temi che caratterizzano numerosi dei libri pubblicati da Terra Nuova Edizioni, che da oltre 40 anni è impegnata sul fronte di una tutela dei suoli, del cibo e della salute.

Utilissimo è il volume "Agricoltura Organica e Rigenerativa" di Matteo Mancini, membro della onlus Deafal, che ci accompagna in un viaggio attraverso un approccio che va addirittura oltre il biologico e che rappresenta una nuova frontiera estremamente interessante per le pratiche agricole rispettose dei suoli e del cibo che coltiviamo.

Un altro volume utilissimo e interessante è "Coltivare bio con successo" del canadese Jean-Martin Fortier, che ha adottato lui stesso le tecniche sostenibili e naturali che illustra nel volume, per prendersi cura dei suoi terreni nel Quebec.

Il contenuto di questo libro fornisce indicazioni per progettare, avviare e gestire un orto biologico di successo in qualsiasi regione italiana. Il concetto base del successo di un orticoltore-giardiniere è una pianificazione e organizzazione dettagliata ed essenziale, unita alla costanza esecutiva durante tutta la stagione.

Sta poi al lettore adattare le tecniche descritte da Jean-Martin Fortier al proprio contesto regionale.

di Terra Nuova

In Trentino Alto Adige è infinitamente peggio. Elisa Nicoli

28/10/2019 18:23

In Trentino Alto Adige è infinitamente peggio. Nel 2016, su ogni ettaro di superficie trattabile, che comprende i seminativi e le coltivazioni legnose agrarie, sono stati distribuiti 62,2 kg di principi attivi, quasi dieci volte la media nazionale di 6,63 kg/ettaro. I dati sono stati pubblicati dall’ISPRA sull’Annuario dei dati ambientali – Edizione 2018

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