GiovanOrti, braccia e campi di Capannori

Recuperare terreni incolti per sviluppare un network di produzione e consumo equo ed eco-sostenibile: questo l'obiettivo al quale stanno lavorando un gruppo di associazioni a Capannori, in Toscana. E hanno avviato una raccolta fondi.

31 Ottobre 2017

A lavorare al progetto sono diverse realtà, tutte di Capannori.

La Cooperativa Sociale Odissea ,  l'Ufficio Pastorale Caritas Legambiente Circolo di Capannori e Piana lucchese , l'Agricola Calafata ,l' Azienda Agricola Orto Bio e Tu.c.am aps.

«La natura e gli spazi verdi sono sempre meno e poco valorizzati- spiegano - Spesso usurpati e trascurati, abbandonati a loro stessi ed alle volte sfruttati per soli fini d’interesse economico. Per questo motivo, il nostro progetto nasce con l'obbiettivo di contrastare il problema dell'"incolto" agricolo e sociale nell'area di Capannori, Lucca, sviluppando un network di produzione e consumo equo ed eco-sostenibile».

«Per incolto agricolo, ovviamente, facciamo riferimento alla vastità ampiamente disponibile di terreni non coltivati nel nostro territorio, problematica soprattutto per i proprietari e per i coltivatori professionisti - proseguono i promotori -ma anche per la comunità, visto che costituisce una perdita del valore paesaggistico del territorio e del nostro patrimonio culturale. Per quel che riguarda invece l' "incolto" sociale intendiamo tutte quelle risorse umane come, ad esempio, i giovani che non studiano e che non lavorano, i disoccupati di lunga durata, i disabili ed i richiedenti asilo. Il nostro scopo è mobilitare il lavoro di queste persone per produrre, vendere e distribuire ortaggi biologici prodotti sui terreni di recupero. Tramite questa sinergia vorremmo innescare un nuovo circuito economico virtuoso nel quale i ragazzi stranieri e gli abitanti del luogo possano lavorare la terra insieme "coltivando" l'integrazione e la rinascita della comunità. I prodotti agricoli saranno destinati all’auto-consumo, distribuiti a scopo benefico alle famiglie in condizioni di povertà, mentre le eccedenze saranno destinate alla vendita diretta attraverso gruppi di acquisto con una pressoché totale eliminazione di sprechi».

QUI per sostenere il progetto

di Terra Nuova

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