Ottobre: Arrivano i primi freddi

Nel mese di ottobre si riducono di parecchio le attività nell'orto famigliare. A causa delle giornate più corte, le ore di luce giornaliera diminuiscono e la temperatura ...

31 Dicembre 2002
Nel mese di ottobre si riducono di parecchio le attività nell'orto famigliare. A causa delle giornate più corte, le ore di luce giornaliera diminuiscono e la temperatura progressivamente si abbassa con repentini sbalzi ed anche se si possono registrare ancora giornate tiepide ed assolate, le escursioni termiche tra il giorno e la notte, aumentano progressivamente.
Solitamente ottobre è un mese piovoso, ma nel caso di prolungata siccità, conviene irrigare con moderate quantità di acqua.
Entro fine ottobre bisogna proteggere gli ortaggi autunnali dai primi freddi per permettere loro di superare l'inverno. Si possono costruire piccoli tunnel o serre che dovranno essere ancorati bene al terreno con dei picchetti, fissando i teli di plastica con cordicelle perché possano resistere ad eventuali forti venti. Inoltre, bisogna poi ricordarsi di arieggiare giornalmente, nelle ore più calde, le protezioni al fine di evitare una eccessiva condensa e umidità, causa di numerose malattie fungine delle piante coltivate in serra.
Le ultime semine
Man mano che le varie colture concludono il loro ciclo, ripulite le aiuole dai residui di vegetazione; se volete ancora seminare gli ultimi ortaggi, arieggiate il terreno delle aiuole ripulite da altre colture, con il forcone a denti piatti e seminate a file o a spaglio lattuga invernale e radicchio da taglio, spinaci, rucola e valeriana in campo aperto, solo in zone a clima mite.
In questo mese si possono mettere a dimora i bulbilli di aglio, ma solo se avete un terreno sciolto e sabbioso, se al contrario il terreno è argilloso e compatto e gli inverni sono particolarmente piovosi, è consigliabile rimandare questa operazione a febbraio, per evitare che il ristagno di umidità faccia marcire i bulbilli, compromettendo l'intera coltura.
È consigliabile ricoprire con uno strato di circa 5-6 cm di foglie secche il terreno delle aiuole inutilizzate, che resterà a riposo per tutto l'inverno, per proteggerlo dal depauperamento delle sostanze nutritive, dovuto all'azione del sole, del vento e della pioggia. Inoltre, in primavera le foglie saranno completamente degradate e il terreno sarà più morbido e friabile, facile da lavorare e più ricco di sostanza organica.
NEL FRUTTETO
A partire dall'inizio di ottobre si può cominciare a preparare il terreno destinato ad ospitare un nuovo impianto. Prima di eseguire lo scasso del terreno bisogna effettuare la concimazione di fondo per arricchirlo di sostanza organica e minerali, è bene fare in precedenza un'analisi chimica del terreno per conoscere il pH, il grado di fertilità e l'esistenza di eventuali carenze. Questo permette di conoscere le anomalie eventualmente presenti e di scegliere i fertilizzanti appropriati.
Per la concimazione di fondo bisogna distribuire 200-250 quintali per ettaro di compost o 400 q/ha di letame stagionato (se il terreno è particolarmente povero la dose va aumentata del 10-20%). Si può aggiungere del solfato potassico minerale (circa 400 kg/ha) e della fosforite (circa 600 kg/ha).
Finita la concimazione si può iniziare con l'aratura che va effettuata con il terreno in "tempra" (né troppo bagnato, né troppo asciutto) ad una profondità variabile secondo il tipo di suolo. Se il terreno è eccessivamente compatto e argilloso è meglio far precedere all'aratura un drenaggio profondo, da effettuarsi con il ripuntatore o "ripper" per evitare futuri ristagni d'acqua, dannosi per le radici delle piante.
Lavorazione del terreno
Se non è possibile l'utilizzo di questi mezzi meccanici per lo scasso totale, si può effettuare lo scasso a buche da eseguire manualmente: per ogni pianta da mettere a dimora, bisogna scavare (con una buona vanga rettangolare e tanto "olio di gomito") una buca di 70-80 cm di lato e profonda 50-60 cm (in terreno sciolto e sabbioso) fino anche a un metro, in un terreno particolarmente compatto e argilloso. Questo perché, in questo caso, bisogna creare un drenaggio sul fondo della buca ponendo uno strato (20-30 cm circa) di pietra

di Gemma Tavella e Eden Ferrari