Quattro deputati accusano: «Accordo Coldiretti-Eni fa male all'agricoltura»

Quattro deputati del Gruppo Misto hanno presentato un'interrogazione al ministro Centinaio sul Memorandum firmato da Coldiretti ed Eni, «chiedendo se non ritenga che le due società abbiano già ampiamente devastato la nostra economia, il territorio italiano e in particolare quello lucano, e se non ritenga che questo accordo sia del tutto inadeguato nel garantire effettivamente la qualità dei prodotti e la tutela del nostro patrimonio agricolo».

27 Luglio 2019

«Qualche settimana fa Eni e Coldiretti hanno firmato un ‘Memorandum di intesa per progetti congiunti nell’economia circolare’. In base all’accordo fatto, queste due realtà valuteranno iniziative congiunte nella valorizzazione delle biomasse agricole per la produzione di biocarburanti avanzati per il comparto energetico o e bio-chemicals, e dei sottoprodotti di tali produzioni anche a fini zootecnici o di input per l’agricoltura; la ricerca e promozione di colture per la produzione di cariche alternative per le green refinery, non in competizione con la catena alimentare; in generale, la promozione di un’agricoltura sostenibile». Spiegano Silvia Benedetti, Sara Cunial, Davide Galantino e Veronica Giannone, deputati del Gruppo Misto.

Che aggiungono: «È bene ricordare che Eni è quella società di idrocarburi su cui pesano diverse vertenze giudiziarie e diversi capi d’accusa per disastro ambientale, mentre Coldiretti – continuano – è tra i principali responsabili della profonda crisi in cui versa la piccola e media agricoltura italiana, che proprio l’associazione di categoria rappresenta. Chissà cos’altro potranno donare questi due soggetti a questo strategico comparto produttivo – affermano i parlamentari – e dato che il teatro dell’assurdo in Italia non ha mai fine, che dire del fatto che tra le Regioni capofila del progetto ci sia la Basilicata? Proprio quella Basilicata che, secondo la magistratura, sarebbe stata sfregiata e deturpata per anni proprio da Eni che in Val d’Agri ha contaminato oltre 26mila metri quadri (su un'area di 180mila) smaltendo irregolarmente oltre 854mila tonnellate di sostanze pericolose e creando enormi conseguenze sanitarie e ambientali in un’area ad elevato valore agricolo».

«Insomma visto gli ingenti danni fatti proprio dai due in questo settore – aggiungono i parlamentari – che Eni e Coldiretti si occupino di “sostenibilità ambientale” oltre che risibile è del tutto inopportuno, una vera e propria presa in giro per agricoltori e cittadini. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro Centinaio chiedendo se non ritenga che le due società abbiano già ampiamente devastato la nostra economia, il territorio italiano e in particolare quello lucano, e se non ritenga che questo accordo sia del tutto inadeguato nel garantire effettivamente la qualità dei prodotti e la tutela del nostro patrimonio agricolo. Infine – concludono i parlamentari –  se non sia giunta l’ora di togliere il settore agricolo e il patrimonio paesaggistico e naturale italiano dalle mani di lobby e interessi di multinazionali ed essere restituito al lavoro di agricoltori effettivamente impegnati nella produzione di cibo sano, sostenibile e di qualità».

di Terra Nuova


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