#STOPGlifosato, gli studenti d'arte illustrano il calendario Girolomoni

La nota Cooperativa agricola Girolomoni e l'omonima Fondazine sostengono la campagan #StopGlifosato e pubblicano un calendario illustrati dagli studenti del liceo artistico di Urbino.

09 Febbraio 2019

Non cedere al teatro dell’inganno, apri gli occhi su ciò che mangi!”, “La terra è ciò che ci nutre, perché avvelenarla?”, “I gatti e le volpi sono sempre in agguato, stop glifosato!”. Questi sono solo alcuni titoli delle opere realizzate dagli studenti del liceo artistico di Urbino, che illustrano il Calendario 2019 di Girolomoni® a sostegno della campagna #STOPGLIFOSATO.

Le opere rimarranno esposte fino al 28 febbraio nella sala gruppi “Angelini” della Provincia di Pesaro e Urbino (viale Gramsci 4 a Pesaro), grazie all’iniziativa promossa dalla Cooperativa agricola Gino Girolomoni e dall’Amministrazione provinciale.

L’iniziativa nasce da un’idea di Maria e Giovanni Battista Girolomoni, rispettivamente Presidente della Fondazione Girolomoni e Presidente dell’omonima Cooperativa agricola, per condividere la campagna #STOPGLIFOSATO, avviata nel 2015 da una serie di associazioni (oltre 45 in Italia), dopo che lo IARC - International Agency for Research on Cancer - ha classificato il glifosato (il diserbante più usato al mondo, in agricoltura e nel giardinaggio) tra i probabili cancerogeni per l’uomo.

Gli studenti sono stati coinvolti in un percorso che li ha appassionati e ispirati, realizzando 50 illustrazioni di grande sensibilità – ha detto Maria Girolomoni in occasione dell’inaugurazionedella mostra Vista la qualità delle opere e le tante sfaccettature con cui è stato diffuso il messaggio, sarebbe stato riduttivo sceglierne solo 13, come inizialmente previsto, per realizzare il nostro calendario: da qui l’idea della mostra, che valorizza la creatività degli studenti e fa riflettere i visitatori”.

Come è noto, nonostante il dissenso e l’appello al principio di precauzione, nel 2017 l’UE ha autorizzato l’uso del glifosato fino al 2022. Il Governo italiano non ha ancora preso una posizione netta che vieti la produzione, la commercializzazione e l’uso dei prodotti agricoli ottenuti con il supporto del glifosato. Non ci sono aggiornamenti sulla richiesta della campagna #stopglifosato di escludere le aziende che producono pesticidi dai premi dei Piani di Sviluppo Rurale.

La Cooperativa Girolomoni®, pioniera dell’agricoltura biologica in Italia, ha voluto realizzare «un progetto per dare nuova forza alla campagna, iniziando a coinvolgere anche i più giovani» ha spiegato l'azienda. Ad interpretare attraverso l’arte il tema della lotta contro il glifosato sono stati 22 studenti della classe V C indirizzo Audiovisivo e Multimediale, sezione Disegno Animato e Fumetto, del liceo artistico “Scuola del libro” di Urbino.

I ragazzi sono rimasti estremamente colpiti dal pericolo “occulto” che il glifosato rappresenta, così come tutti i pesticidi – spiega Maria Girolomoni - nelle loro opere hanno spesso illustrato il contrasto fra l’apparenza e i danni che in realtà si stanno provocando, inquinando il sottosuolo, l’acqua che beviamo e utilizziamo per irrigare i campi”.

All’inaugurazione della mostra nelle sale della Provincia hanno preso parte diverse autorità.  “La nostra battaglia – ha dichiarato il Presidente della Provincia Giuseppe Paolini– sarà sempre contro l’uso del glifosato. Il bene del consumatore e del cittadino viene prima di ogni altra cosa”.

Il presidente della Commissione Ambiente della Regione Marche, Andrea Biancani, ha aggiunto: “Le Marche sono tra le prime regioni in Italia per coltivazioni biologiche e anche la Regione sta puntando molto su questo. Stiamo acquistando nuove attrezzature da mettere a disposizione dell’Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) per il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee ed abbiamo sollecitato l’Anas a non utilizzare più glifosati lungo le strade: sappiamo che hanno seguito questa richiesta prevedendo lo sfalcio dell’erba meccanico anziché utilizzare queste sostanze.”.

Fabio Taffetani, professore ordinario dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona ha poi precisato: “Ciò che sorprendeè che il mondo della produzione agricola industriale, anche italiano, sia così ferocemente impegnato in difesa del glifosato. Sarà forse perché è la sostanza alla quale sono stati resi resistenti soia e mais Ogm, che costituiscono il mercato mondiale più importante di prodotti alimentari?”.

Dopo la permanenza in Provincia, la mostra sarà allestita dall’11 marzo al Monastero di Montebello (Isola del Piano), dove sarà visitabile su appuntamento telefonando alla Cooperativa Gino Girolomoni 0721.720221.

Gino Girolomoni Cooperativa Agricola

La storia della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola® inizia nel 1971, quando Gino Girolomoni, giovane sindaco del comune di Isola del Piano (PU), cominciò a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Queste prime esperienze furono alla base della nascita, nel 1977, della Cooperativa Alce Nero, di cui verrà ceduto il marchio circa 25 anni dopo, diventando Montebello®. In seguito alla scomparsa del suo fondatore, avvenuta nel marzo del 2012, il marchio Montebello® cede il passo al marchio Girolomoni®. Con i suoi 200 agricoltori, cinquanta dipendenti e con 12 milioni di fatturato (anno 2017), la cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia e rappresenta, oggi, uno dei punti di riferimento più importanti del panorama del biologico del nostro Paese.

Fondazione Girolomoni
La Fondazione culturale che oggi prende il nome dal suo fondatore, Gino Girolomoni, è stata fondata nel 1996 con il nome di Fondazione Alce Nero. Il suo scopo primario è la conservazione e l'archiviazione degli scritti, dei documenti e del patrimonio librario lasciati da Gino Girolomoni, nonché la divulgazione del suo pensiero, la prosecuzione degli eventi culturali da lui avviati e la valorizzazione dei luoghi in cui la vita e il paesaggio agrario, grazie a lui e alla moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e potenzialità economiche. La Fondazione trova sede presso il Monastero di Montebello, tra Urbino e Isola del Piano nella provincia di Pesaro-Urbino.

di Terra Nuova


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