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Sapete cos'è il "guerrilla gardening"? Una forma di "giardinaggio non autorizzato" che ha un impatto positivo sulle arree urbane, migliorandole e rendendole più accoglienti. Ed è l'opera incessante e ottimistica che tanti volontari compiono ogni giorno. E di cui parla il documentario "Giardinieri d'assalto" di Angelo Camba e Gianni Manfredini; aperto il crowdfunding per aiutarli a terminare i lavoro.

21 Ottobre 2019

L'idea è venuta ad Angelo Camba e Gianni Manfredini, un regista appartenente ad AIR3, l'Associazione Italiana Registi, e un architetto che scrive e interpreta spettacoli ed eventi di "divulgazione naturale" per pubblici di tutte le età, che hanno l'obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. E quello che stanno realizzando è il documentario dal titolo "Giardinieri d’Assalto", che racconta lo stato ambientale delle città italiane attraverso lo sguardo di coloro che praticano o hanno praticato Guerrilla Gardening, il "Giardinaggio non Autorizzato" che migliora l'ambiente e la qualità degli spazi delle città. 

Il Guerrilla Gardening è un'attività di giardinaggio non autorizzato che si propone di riqualificare, abbellire e migliorare le zone degradate delle città, gli angoli abbandonati all'incuria, le aiule dimenticate. C'è chi lo pratica senza sapere neanche come si chiama, magari per sistemae un metro quadrato di aiuola sotto il proprio palazzo. Ci sono invece altre persone che sanno esattamente cosa stanno facendo e dalle esperienze dei Community Gardens spontanei di New York degli anni '70, dove i cittadini rimettevano a posto da soli dei fazzoletti di terra abbandonati, l'esperienza è arrivata anche in Italia, «dove molti cittadini hanno deciso di non aspettare che le amministrazioni contrastino il degrado, ma lo fanno loro con delle libere iniziative di giardinaggio» spiegano gli ideatori del documentario.
«Esistono numerosi siti, social network e forum che radunano appassionati di Guerrilla Gardening che raccontano i loro "attacchi" giorno dopo giorno: Giardinieri d'Assalto racconta la loro storia e la voglia di migliorare l'ambiente e il paese a partire da quella piccola aiuola degradata sotto casa».

«Lo scopo del documentario è raccontare l’ambiente urbano in Italia attraverso le esperienze di questi atipici giardinieri non autorizzati - proseguono gli autori - Passando attraverso il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia per finire nel Lazio, Campania, Puglia, eccetera, il film crea una rete di esperienze e punti di vista sul territorio attraverso le azioni e le esperienze di chi, dismessi i panni quotidiani, fa attivamente qualcosa per migliorare la qualità degli spazi in cui vive. Una componente fondamentale è quindi l’impegno individuale e collettivo di persone che prendono l’iniziativa o l'hanno presa in passato. Se infatti la premessa è che gli italiani sono diventati spettatori inermi di un ambiente sempre di più degradato e fragile, le conclusioni alle quali arrivano i Giardinieri Guerriglieri sono tutt’altro che negative. C’è moltissimo da fare, con un pizzico di utopia e moltissima consapevolezza ed entusiasmo molte persone si attivano per prendersi cura dei propri territori senza aspettare che lo faccia sempre qualcun altro».

«Giardinieri d'Assalto è un progetto che senza il crowdfunding difficilmente potrebbe essere relizzato perché in Italia c'è sempre meno spazio per produzioni indipendenti, o per produzioni che non vendano qualche prodotto - dicono ancora gli autori - Per questo puntiamo alla campagna di Produzioni dal Basso per riuscire a coprire le spese che riguardano i numerosi spostamenti in giro per l'Italia (sperando di toccare più zone di quelle preventivate), ma anche tutta la fase di organizzazione della produzione, il noleggio delle attrezzature e le lunghe e difficili fasi di montaggio, post-produzione, sound-design e (se possibile) composizione delle musiche originali. Il nostro obiettivo è arrivare al 50% del budget fissato, al raggiungimento del quale Infinity diventerà co-produttore del documentario garantendo la distribuzione sulla sua piattaforma».

QUI si può sostenere il progetto con una sottoscrizione

di Terra Nuova

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