Terra Nuova a Firenze Bio: un successo

Un ottimo successo di pubblico e tanta attenzione per gli incontri organizzati da Terra Nuova nell'ambito di Firenze Bio , la mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici che dà a tutti appuntamento al marzo 2019.

30 Marzo 2018

Migliaia i visitatori che hanno decretato il successo dell'edizione 2018 di Firenze Bio , la mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici alla quale non poteva certo mancare Terra Nuova.

E molto partecipati sono stati anche gli incontri promossi e tenuti da Terra Nuova nell'ambito della manifestazione, il primo sui grani antichi e il secondo sull'apicoltura biologica e naturale.

Sabato 24 marzo ospiti di Terra Nuova a Firenze Bio per parlare di grani antichi erano Riccardo Bocci (Reti Semi Rurali), Marco Bignardi (Toscana Biologica), Gabriele Cini (maestro pasticcere), con la moderazione di Gabriele Bindi, giornalista di Terra Nuova e autore del libro Grani antichi, Una rivoluzione dal campo alla tavola . L'incontro si è tenuto nella Sala Verde della Fortezza da Basso e ha puntato sulla riscoperta e l'utilizzo delle varietà di frumento locali e antecedenti alla cosiddetta Rivoluzione Verde. Dalle caratteristiche botaniche, alle tecniche agronomiche, alla rete di supporto creata in Toscana ma non solo, alla coltivazione dei grani antichi, si è passati a trattare gli aspetti che riguardano il mercato e la trasformazione del prodotto, dal pane alla pasta, indicando le buone caratteristiche che devono avere le farine, le semole e i processi di lavorazione. Il pasticcere Gabriele Cini ha dimostrato l'importanza di valorizzare le farine con un glutine più debole per ristoranti, forni e pasticcerie, enumerando i numerosi vantaggi per la salubrità, il gusto e la buona conservazione del prodotto. Per quanto riguarda la pastificazione è emersa la necessità di adoperare le basse temperature e i tempi lunghi di essiccazione in modo da chiudere il processo con coerenza rispetto alle istanze salutistiche e nutrizionali che i grani antichi portano con sé. Il lavoro portato avanti dalla Rete Semi Rurali rappresenta una sperimentazione efficace nel campo del miglioramento genetico del frumento, con particolare riferimento ai miscugli varietali e alle coltivazioni a basso input. In quasi tutte le regioni italiane stanno nascendo delle filiere sull'utilizzo dei grani antichi, con benefici per l'ambiente e i tessuti economici locali. L'attenzione portata attorno al grano non deve tuttavia oscurare l'importante lavoro di valorizzazione dei semi locali e tradizionali, rispetto ai cereali e alle altre colture agricole. Per la coltivazione biologica si tratta di un'opportunità importante, con lo scopo di integrare le policolture e promuovere l'avvicendamento colturale con delle varietà che richiedono scarse concimazioni, poca irrigazione, e che sono più competitive nei confronti delle infestanti. I cambiamenti climatici impongono tuttavia la necessità di proseguire sul terreno della ricerca per garantire cibo sano alle future generazioni, attraverso metodi di miglioramento genetico partecipativo.

Tanti apprezzamenti anche per l'appuntamento di domenica 25 marzo, con l'apicoltore Michele Campero, di lunghissima esperienza e competenze nel campo, e Mauro Grasso, giovane esperto di permapicoltura, una tecnica rivoluzionaria di tenuta degli alveari che contiene al massimo gli interventi dell'uomo. L'incontro è stato moderato da Mimmo Tringale, direttore editoriale di Terra Nuova. Mauro Grasso è anche autore dello splendido manuale "La rivoluzione dell'alveare" (Terra Nuova Edizioni). Campero e Grasso hanno portato la loro esperienza e i loro punti di vista nel dibattito, che ha permesso di approfondire due diversi approcci, entrambi però ispirati al massimo rispetto delle api come "soggetto" da non sottoporre a sfruttamento a fini meramente produttivi.

L'appuntamento è per marzo 2019!

di Terra Nuova

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