Dagli Usa orti aziendali come benefit

Si chiamano corporate gardens, orti aziendali, e sono l'ultima tendenza della 'green economy' negli Usa. Tutte le grandi aziende ne hanno già uno e utilizzano gli ampi spazi esterni dei loro palazzi per coltivare ortaggi e frutta che poi i loro dipendenti consumano a casa.

22 Agosto 2010
La sede della casa automobilistica Toyota a Georgetown, ad esempio, ha un enorme orto di pomodori e zucchine, mentre presso il quartier generale del grande magazzino Kohl, a Milwaukee, si coltivano bietole, spinaci e insalate. Persino PepsiCo, il colosso alimentare da 60 miliardi di dollari specializzato nel
cosiddetto 'cibo spazzatura' ha creato al suo interno un corporate garden, rigorosamente biologico, coltivato dagli impiegati che alla fine della giornata tornano a casa con le borse piene di prodotti. L'intento, spiegano diversi manager coinvolti in questi progetti, è tirare su il morale degli impiegati: per questo le compagnie che non possono permettersi aumenti salariali, viaggi premio e bonus, sono ricorse al nuovo benefit: il 'corporate garden', cioè l'orto aziendale. 'Darsi al giardinaggio' durante l'orario di lavoro negli Usa quindi si può. Anzi, questa tendenza, che fino a qualche tempo fa si era sviluppata solo in aziende in qualche modo 'dinamiche' come Google e Yahoo, tutte situate nella cosiddetta Silicon Valley, ha ora contagiato centinaia di compagnie in tutto il Paese. Soprattutto quelle che hanno le sedi in un contesto metropolitano, che hanno persino realizzato degli orti sulle terrazze. In Italia la tendenza non ha ancora preso piede, ma come conferma Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, "una sensibilità verso le tematiche ambientali c'è già da parte delle grandi e piccole aziende". "Ritengo che l'idea di realizzare dei corporate gardens sia utile, interessante e in linea con alcune politiche che le imprese mettono già in atto - spiega Venneri - mi riferisco alla possibilità di fare volontariato ambientale, alle escursioni e alle iniziative di pulizia degli spazi verdi, a cui tranquillamente potrebbe aggiungersi la coltivazione dell'orto. Questo indicherebbe anche un interesse dell'azienda per lo sviluppo armonioso dei propri dipendenti". "Questa nuova tendenza nata negli Usa- conclude Venneri - è la spia della mancanza di un aspetto 'naturale' del vivere, che soprattutto nei contesti urbani rappresenta un handicap". Secondo la Coldiretti, in Italia la diffusione degli orti aziendali troverebbe il consenso di quasi quattro italiani su
dieci che si dedicano alla cura del verde in giardini, orti o terrazzi. L'organizzazione ricorda che la passione per la coltivazione casalinga dell'orto è diffusa anche in Italia dove coinvolge allo stesso modo uomini e donne e piace ai giovani considerato che è praticata da più di uno su quattro di quelli tra i 25 e i 34 anni; anche se l'interesse aumenta con l'età e raggiunge quasi la metà degli over 65. 


Fonte: Ansa

di C.B.

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