I frutti del sottobosco

L'appellativo di "frutti minori" o "piccoli frutti" non fa certo giustizia della bontà e del grande valore alimentare di questi preziosi frutti....

18 Giugno 2007
Le ragioni della loro sporadica presenza nella nostra dieta si deve principalmente, oltre alla standardizzazione dei consumi alimentari, all'esodo dai territori montani e all'eccessiva specializzazione dell'agricoltura moderna che insieme hanno determinato una brusca riduzione della raccolta e la loro graduale scomparsa dal mercato.
Eppure le ragioni per una decisa rivalutazione del consumo dei frutti del sottobosco sono davvero tante: elevato valore nutritivo, assenza di residui tossici provenienti dai trattamenti antiparassitari, aiuto indiretto all'economia delle zone collinari e montane del nostro paese.
Di grande interesse sono anche le preziose proprietà farmacologiche e terapeutiche dei piccoli frutti che solo oggi cominciano ad essere oggetto di studio e di impiego nella preparazione di specialità farmaceutiche.
E' il caso del ribes nero, utilizzato nella preparazione di farmaci ad azione vasoprotettrice (in grado di ridurre la permeabilità capillare e aumentare la resistenza dei capillari) o del mirtillo del quale si stanno studiando possibili applicazioni nella cura di alcune patologie cardiovascolari.


Mirtilli, neri, rossi o giganti

Il mirtillo di bosco, si differenzia da quello coltivato, il cosiddetto "mirtillo gigante" di origine americana, non solamente per le dimensioni più ridotte, ma anche per il sapore e le proprietà nutrizionali.
Il contenuto di sostanze antocianiche presenti nei mirtilli di bosco è infatti da 5 a 10 volte superiore rispetto a quello delle varietà coltivate.
Oltre alle proprietà astringenti e antibatteriche, dovute all'elevato contenuto di tannino, i mirtilli sono impiegati da sempre nella medicina popolare di tutti i paesi europei, per la preziosa capacità di migliorare la sensibilità della retina e in particolare la visione crepuscolare e notturna.
Attualmente il mirtillo è oggetto di interessanti ricerche farmacologiche per la valorizzazione dell'inusuale contenuto in antocianine e antocianidine, oltre che in campo oculistico anche come vasoprotettori, antiinfiammatori e antiflogistici. Grazie alla capacità di ridurre la permeabilità dei capillari e di aumentarne la resistenza, il mirtillo può essere di grande aiuto anche nella cura dei disturbi circolatori (vene varicose, fragilità capillare, emorroidi).

Ribes e uva spina

Tipiche piante dei climi freschi e umidi, i ribes contano nel nostro paese una diffusione molto limitata, alcune specie possono ritenersi oramai vere e proprie rarità botaniche, presenti solamente in areali molto limitati.
Maggiore è invece la diffusione del ribes nero e dell'uva spina i cui cespugli si possono incontrare con una certa facilita' nei boschi freschi delle vallate alpine e dell'Appennino settentrionale.
Tra tutti i piccoli frutti, i ribes sono senza dubbio le bacche con la più ricca dotazione di vitamine presentando in media circa 36 mg di vitamina C e ben 90 mcg di vitamina A.
Al pari dei mirtilli e dei lamponi i ribes vantano un elevato contenuto si antociani in grado di svolgere una efficace azione antinfiammatoria e un'attività protettiva nei confronti dei vasi sanguigni.
La particolare composizione dei ribes, ricchi oltre che di vitamine anche di sali minerali e di acidi organici favorisce la digestione e la peristalsi intestinale e assicura una piacevole blanda azione calmante.


Tratto da AAM Terra Nuova, giugno 2002


di Admin

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