Il pane è nato prima dell'agricoltura

Il pane è nato prima ancora che i cereali si coltivassero, prima ancora che l'uomo si dedicasse all'agricoltura: si preparava con cereali selvatici e senza lievito. È la scoperta di ricercatori britannici e danesi.

16 Agosto 2018

Il pane è molto più antico di quanto si pensasse, così antico da essere nato prima dell'agricoltura: gruppi di cacciatori-raccoglitori lo preparavano già 14.400 anni fa utilizzando cereali selvatici. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas , si deve alla collaborazione fra le università britanniche di Cambridge e University College di Londra con quella danese di Copenaghen.

Il pane più antico finora noto, che anticipa di 4.000 anni la prima documentazione di questo alimento, è stato scoperto nella località nel Nord-Est della Giordania, nel sito popolato dai cacciatori-raccoglitori natufiti. Gli studiosi non escludono che la necessità di avere a disposizione il pane possa avere spinto i cacciatori-raccoglitori a trasformarsi lentamente in agricoltori.

I ricercatori hanno analizzato 24 resti del pane più antico del mondo nelle ciotole trovate nel sito, scoprendo tracce di orzo, farro e avena: i semi erano stati raccolti, setacciati e impastati prima di essere cotti. Era un pane non lievitato, simile a quello trovato negli insediamenti più recenti, all'epoca della rivoluzione agricola del Neolitico e in quella romana.

"Adesso resta da verificare se la produzione e il consumo di pane da cereali selvatici abbia o meno influenzato la comparsa delle prime colture domestiche", ha osservato il primo autore della ricerca, l'archeobotanico Amaia Arranz Otaegui, dell'università di Copenaghen. I natufiti sono infatti considerati una popolazione di transizione dalla cultura dei cacciatori-raccoglitori a quella tipica delle popolazioni sedentarie.

Letture utili

Alla riscoperta della biodiversità cerealicola e dei granti antichi, grazie al libro "Grani antichi" (Terra Nuova Edizioni).

Verna, Gentilrosso, Timilìa, Perciasacchi, Carosella sono solo alcuni dei grani che si coltivavano un tempo in Italia e che oggi tornano alla ribalta per motivi agronomici e anche, naturalmente, nutrizionali.

La riscoperta dei frumenti antichi da parte di consumatori e agricoltori rappresenta una vera rivoluzione che assicura vantaggi per la salute e la biodiversità delle campagne.

Il libro si snoda come una vera e propria guida tra le diverse varietà di grani antichi, di cui tanto si parla ma che in pochi conoscono realmente, con il rischio di confonderli, di non capirne le potenzialità e di lasciare il campo a facili speculazioni.

Nel libro troverete anche una mappatura della realtà italiana riguardante la produzione di grani antichi.

di Terra Nuova

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