La TAVOLA delle emozioni

Mangiare fa bene al palato e alla mente, risvegliando inebrianti sensazioni. Volete gustare l'ortaggio della convivialità, il legume della sicurezza, il frutto della tolleranza e l'albero della fiducia? Non è difficile, basta andare al più vicino negozio di alimentazione naturale e acquistare i prodotti giusti.

23 Dicembre 2002
Frutta, verdura, cereali e legumi infatti, non sono solo un concentrato di vitamine, minerali, oligoelementi e proteine vegetali ma soddisfano piaceri e bisogni interiori. Insomma saziano la psiche oltreché la pancia.
Ai più può apparire una ipotesi bizzarra, invece la moderna scienza dell'alimentazione ha appurato che il cibo "dà emozione" e affina il gusto. Pensate allo struggimento che procura una fumante tazza di cioccolata mentre si scioglie lentamente in bocca, avvolge le papille gustative, accarezza la gola e arriva morbidamente nello stomaco. Come è elettrizzante bere un'arancia appena spremuta o un succo e che sprint assicurano i germogli tritati sotto i denti.

La stanchezza se ne va

E non basta: il cibo può "curare" i disturbi emozionali. Anche in questo caso i riscontri non mancano. Un piatto di fettuccine o un minestrone di riso fanno crescere nell'organismo la concentrazione di triptofano e serotonina, capaci di indurre sensazioni di rilassamento e vitalità. Risultato? Il morale prende il volo. "Chi è depresso e affaticato - puntualizza il medico francese Bernard Vial, che da anni studia gli effetti benefici dei cibi sulla psiche - dovrà portare in tavola cereali e legumi, eliminando però le proteine animali, in particolare quelle della carne, che scatenano aggressività e competizione. Fantasie? No di certo: sono sintetizzati alcuni neurotrasmettitori come adrenalina, noradrenalina e dopamina e scende la serotonina, meglio conosciuta come elisir della felicità".

Il problema è invece stanchezza e apatia e non c'è la minima voglia di sorridere al mondo? Sul banco degli imputati il deficit di ferro: ne occorrono 10 mg al dì agli uomini e 18 mg alle donne in età fertile. A volte per assimilarlo nelle dosi adeguate c'è da rivedere la dieta: eliminare tè o caffè, assumere regolarmente lenticchie, germogli, polline, agrumi, verdura in abbondanza, prezzemolo. La ragione è semplice: sono un vero e proprio concentrato di vitamina C che permette la cattura del prezioso minerale.

Tutto bene, dunque? Macché, il cibo può diventare anche un'arma "contro" le emozioni. Sovente ci si abbuffa per non soffrire, perché abbiamo un esame impegnativo, è arrivata la menopausa, o sentiamo stretta la condizione di single.
Non che il matrimonio scongiuri i turbamenti che fanno ingrassare, anzi il 60 per cento delle donne e il 50 per cento degli uomini aumentano di peso dopo le nozze.

Si inizia per amore a riempire il frigorifero di snack sfiziosi, le coppie si adeguano al cibo trash che piace tanto (precotti, alimenti in scatola, patatine, gelati, caramelle, merendine) e così comincia a comarire la pancetta. E non finisce qui. "Il grasso in eccesso, soprattutto nelle donne, è l'alibi per sfuggire al sesso coniugale - ricorda la dottoressa Roberta Giommi, condirettrice dell'Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze - oppure uno schermo per mantenere tra sé e gli altri uomini un muro protettivo di "ciccia".
Se poi il rapporto entra in crisi e scoppiano continui litigi, entrambi i sessi ingoiano la rabbia mandandola giù con il cibo. Un classico è la carenza d'affetto che colpisce gli emotivamente malnutriti: si ingurgita di tutto sostituendo la sessualità con veri e propri "orgasmi gastronomici".
Anche il carattere gioca un ruolo di primo piano nel menù delle emozioni: il tipo infantile si butta sui dolci, l'aggressivo ha bisogno di sapori forti e decisi, il difensivo vuole cibi energetici e il depresso mangia di tutto per non annoiarsi.

Articolo tratto da Terra Nuova

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di Massimo Ilari e Tiziana Urbinati

La TAVOLA delle emozioni
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