Mangiar fuori casa

Siete costretti a mangiare al bar o a mensa, ma non intendete rinunciare alla qualità del cibo? Per centrare l'obiettivo basta scegliere la semplicità, dribblare le salse e integrare con snack naturali.

31 Dicembre 2002
Il buongustaio lo si riconosce anche durante la pausa lavoro: la tavola è ricca ma non stracarica, il vino è doc, ci sono antipasti, primi, secondi, contorni e dessert. Tutto sommato non è difficile trovare il ristorante e la tavola calda che fa al caso suo.

Ma per vegetariani, macrobiotici o comunque per gli amanti del mangiar sano, la mensa diventa un supplizio di Tantalo: infatti è quasi impossibile trovare una pasta senza grassi indigesti e soffritti, del pane integrale, qualche verdura fresca o un frutto biologico.

La prima soluzione? Portarsi il pasto da casa. Non sempre è possibile, soprattutto se non si ha la voglia di iniziare la giornata trafficando tra i fornelli. Ma tutto diventa facile indirizzandosi su panini integrali (ce ne sono di grano, soia, mais, semplici o con semi di sesamo, papavero o girasole), ripieni di salsa di soia, tofu, formaggio fresco o uovo.

Il segreto poi è di abbinarvi abbondante verdura di stagione cotta o cruda, una costa di sedano e una carota da sgranocchiare. Ora che inizia la stagione fredda, uno o due volte la settimana potremo imbandire un pranzo basato su yogurt e semi oleosi come mandorle, nocciole e noci. Nei mesi caldi invece yogurt e frutta. fresca daranno un piacere veramente speciale al palato grazie all'abbondanza di ciliegie, pesche, prugne o albicocche che saziano, dissetano e depurano.

Però è anche piacevole dividere il pasto tra colleghi, scambiare due chiacchiere, rilassarsi in compagnia. Dobbiamo allora rinunciare a mangiare sano? Non è detto, purché ci atteniamo ad alcune semplici principi. Dato che ci troviamo intorno a una tavola è bene creare un'atmosfera da vero pasto, conviviale: allora semaforo rosso ai discorsi di lavoro, occorre masticare bene e variare le portate.

Stop a salse e pane in cassetta, niente salumi e sughi elaborati, ma schiacciate, cereali, verdure e condimenti leggeri. Un piccolo trucco? Portatevi da casa l'olio extra vergine estratto a freddo, il sale integrale e, perché no?, qualche fetta di buon pane biologico: pochi gesti d'amore per il nostro corpo che ringrazierà metabolizzando il resto del pasto, anche se non eccellente.

Attenzione all'igiene, alla pulizia e alla freschezza degli alimenti. I carnivori impenitenti tralascino polpette, cotolette e uova, se sono state preparate con molto anticipo: quando il cibo si raffredda i microbi proliferano. Evitate pure maionese e altre salsine, in apparenza tanto accattivanti: è probabile che siano mantenute in scarse condizioni igieniche o risalgano addirittura a qualche giorno prima. Eppoi, una spalmata di maionese non fa che aggiungere altre calorie al vostro panino (oltre 80). Unica eccezione per il tamari (salsa di soia), oggi servito addirittura vicino all'aceto o al ketch-up.

I più fortunati trovano in mensa il pane integrale o di segale, altrimenti si può ripiegare su casereccio e schiacciate: un'alternativa accettabile all'orrendo pane in cassetta o altri pani speciali, tramezzini e torte salate che nascondono lievitazione chimica (carenza di enzimi), farina 00 (niente fibra, molta energia ma scarse qualità protettive e plastiche) e miglioranti usati per mascherare la modesta qualità del prodotto finito (antimicrobici, emulsionanti, conservanti, antiammuffenti, ecc).

In qualunque modo sia farcito il sandwich è indispensabile che il 50 per cento dell'imbottitura spetti alle verdure. Il panino vegetariano è senz'altro la scelta più in linea con la salute. E' nelle verdure e negli ortaggi infatti il segreto del break goloso e digeribile. E, in effetti, cotte e crude che siano riforniscono l'organismo di vitamine, minerali e oligoelementi, di enzimi indispensabili alla digestione e fibra spazzina dell'intestino.

Un piatto di pasta per cominciare? Certamente sì se il condimento è giusto: niente sughi di carne, verdure fritte o intingoli. Meglio un filo di olio extra vergine di oliva con una spruzzata di parmigiano e un po' di peperoncino in polvere e il gioco è fatto.

di Massimo Ilari e Tiziana Urbinati

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