Attenzione ai finti colori naturali!

Supponiamo di avere in un barattolo da 1 kg , ci mettiamo lo 0,1% di un colorante chimico puro e il 99,9% di una qualunque sostanza vegetale inerte cioè che non tinge, poniamo sia fieno, crusca o fiori di pesco...

31 Dicembre 2002

Supponiamo di avere in un barattolo da 1 kg , ci mettiamo lo 0,1% di un colorante chimico puro e il 99,9% di una qualunque sostanza vegetale inerte cioè che non tinge, poniamo sia fieno, crusca o fiori di pesco. Per legge si può dire che stiamo mettendo in vendita un colorante naturale. Solo che quello che tingerà veramente sarà la percentuale ombra che si può non dichiarare. In realtà, questo è quello che sta succedendo nel campo della tintoria industriale, con un'operazione, a nostro parere scorretta, ma che non può essere denunciata perché studiata in modo di rispettare le norme vigenti in materia di coloranti tessili. Va infatti detto che un colorante tessile industriale al giorno d'oggi è composto da una o più molecole cromofore che conferiscono il colore vero e proprio e una serie di additivi che permettono al colore di disporsi sul tessuto in modo uniforme. 

Le multinazionali che controllano tutto il mercato dei coloranti chimici sono sempre state restie a dichiarare cosa entra nei coloranti posti in vendita per cui è stato accordato loro (dalle leggi internazionali) la possibilità di non dichiarare la composizione dello 0,1% del composto colorante. Ma in questo modo se da una parte si tutela il segreto industriale, d'altro si da la possibilità alle multinazionali del settore di utilizzare anche nelle tinte spacciate per naturali prodotti di sintesi. Infatti il colore chimico puro ha un altissimo potere colorante e tanto per fare un esempio, con lo 0,1% di un colorante classico come la malvina basica si può tingere tranquillamente stoffe e filati di un bel rosa pesco. Basta dire al tintore di utilizzare il colorante con una percentuale più alta di quella solitamente utilizzata con i colori chimici. Se quindi lo 0,1% di un kg di composto colorante corrisponde a un grammo, va detto che un grammo di quel colore, come di molte altre formulazioni di sintesi, è benissimo in grado di tingere di un bel color pastello un kg di lana o di cotone. Con buona pace della legge sulla trasparenza sulle etichette, immaginiamoci quindi ignari operai di tintoria che seguendo le schede tecniche di tintura metteranno un kg di crusca o altro vegetale inerte per ogni kg di materiale tessile da tingere. In questo modo il piccolo cavallo di Troia di sintesi nascosto nel sacco di crusca, provvederà a tingere, e ad ingannarci legalmente. Un motivo in più per richiedere a gran voce una certificazione completa su tutto il processo di produzione-trasformazione dei tessuti e degli abiti ecologici sulla falsa riga di quanto oggi già avviene nel campo degli alimenti biologici. 

di Dallera

Attenzione ai finti colori naturali!
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