Genesi, viaggio ai confini della terra. Grazie Sebastião

La natura e l’uomo. Un epico viaggio ai confini della Terra: l’opera di Salgado dedicata al nostro pianeta ancora incontaminato

05 Gennaio 2017

“In Genesi, la mia fotocamera ha permesso alla natura di parlare. E io ho avuto il privilegio di ascoltare.” — Sebastião Salgado

Per ricordarci sempre che la natura e il nostro pianeta sono un meraviglioso dono.
Nato e cresciuto in una fattoria del Brasile lontano dalla civiltà e senza televisione, Salgado nutre un profondo rispetto e amore per la natura ed è particolarmente sensibile al modo in cui gli esseri umani vengono condizionati dalle loro (spesso devastanti) condizioni socio-economiche. Tra le numerosissime opere che Salgado ha realizzato nel corso della sua prestigiosa carriera, spiccano tre grandi progetti di lungo periodo: Workers (1993), che documenta le vite invisibili dei braccianti di tutto il mondo, Migrations (2000), un tributo alle migrazioni di massa causate dalla carestia, dai disastri naturali, dal degrado ambientale e dalla pressione demografica, e questa nuova opera, Genesis, il risultato di una spedizione durata otto anni alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni che, si sono finora sottratti al contatto con la cosiddetta società civile – una terra e una vita incontaminate.
“Il 46% del pianeta è rimasto ancora come era migliaia di anni fa al momento della creazione”, ricorda Salgado, “dobbiamo proteggere e conservare ciò che esiste”. Il progetto Genesis così come l’Instituto Terra di Salgado si propongono di far conoscere la bellezza del nostro pianeta, porre rimedio ai danni causati dall’uomo e preservarlo per le generazioni future.
In 32 spedizioni – a piedi, in aereo leggero, in barca e persino con il pallone aerostatico attraverso temperature estreme e in situazioni talvolta molto pericolose – Salgado è riuscito a catturare immagini della natura, di animali e di popolazioni indigene di una bellezza talmente intensa e sconvolgente da lasciare senza fiato.
Salgado padroneggia il bianco e nero come forse solo Ansel Adams sapeva fare, portando la monocromia a una nuova dimensione: le variazioni tonali, il contrasto di luce e ombra richiamano alla memoria le opere di grandi maestri come Rembrandt o Georges de la Tour.
Una dichiarazione d’amore per la Terra.
A differenza della Collector's Edition, che è strutturata come un portfolio di grande formato che spazia attraverso tutto il pianeta, la trade edition presenta una diversa selezione di fotografie distribuite in cinque capitoli in base a un criterio geografico: Sud del Pianeta, Santuari, Africa, il grande Nord, Amazzonia e Pantanal. Sebbene siano tratti dallo stesso corpus di opere, i due libri sono radicalmente diversi nel loro approccio. Tuttavia entrambi rendono il loro omaggio all’impareggiabile progetto Genesis di Salgado.

di Terra Nuova

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