In migliaia a Roma alla marcia per il clima e contro le grandi opere

Sono arrivati nella capitale quasi duecento pullman da tutta Italia per la marcia per il clima e contro le grandi opere che si è tenuta sabato 23 marzo, con la partecipazione e l'adesione dei tanti movimenti che in Italia si impegnano a difesa del territorio.

23 Marzo 2019

Sono giunti a Roma da ogni parte d'Italia, con quasi duecento pullman organizzati, ma anche singolarmente, e in treno. Alla manifestazione per il clima e contro le grandi opera inutili hanno partecipato tantissimi movimenti che da decenni si battono nei territori, ma anche i giovanissimi che lo scorso 15 marzo hanno scioperato contro il climate change nella giornata del Fridays for Future , al pari dei loro coetanei di tutto il mondo.

C'erano le bandiere delle associazioni e dei comitati per l'ambiente e i cartelli con le rivendicazioni della più recenti lotte ecologiche globali. «Un connubio naturale, quello tra chi si oppone alle grandi opere e chi rivendica giustizia climatica. Connubio che passa dalla consapevolezza che non esistono modelli di sviluppo sostenibili nel capitalismo e dalla conseguente necessità di costruire una società libera dall’estrattivismo, dal colonialismo, dalle diseguaglianze sociali» ha scritto Global Project.

Quella che è emersa è l'urgenza di invertire radicalmente la marcia sulla questione climatica e di porre fine allo spreco di denaro per grandi opera giudicate inutili e impattanti. Ma si percepisce in maniera netta anche il respiro della speranza, del desiderio di mettere in comune lotte e istanze che nascono dal basso, dell’entusiasmo di chi - oltre ai fossili - vuole lasciare sotto terra anche la rassegnazione. 

Al presidio a Porta Pia sono stati esposti due grandi striscioni "Una sola grande opera casa e reddito per tutti/e" e "Basta guerra ai migranti. Free Mare Jonio. I porti non si chiudono #indivisibili". Il presidio si poi è spostato verso piazza della Repubblica, unendosi nel percorso con gli studenti e le studentesse partiti dalla Sapienza in direzione del concentramento della grande marcia per il clima e contro le grandi opere inutili.

«Il futuro del nostro Paese lo dobbiamo decidere noi. A sarà dura» si apre così, con un noto slogan dei NoTav, l’attesissimo corteo, che parte da una piazza della Repubblica gremita.

di Terra Nuova

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