«La "bioeconomia" delle "biomasse": né pulita né verde»

«I politici e le industrie in oltre 20 paesi hanno firmato la “Biofuture Platform", un accordo che utilizzerebbe biocarburanti, bioplastiche e biomateriali come alternativa ai combustibili fossili. Le conseguenze per ambiente, produzione alimentare, ecosistemi e diritti umani sarebbero disastrose»: la denuncia dell'Environmental Paper Network.

07 Novembre 2018

Il gruppo di lavoro sull'energia, le foreste, il clima e la biomassa della rete ambientalista Environmental Paper Network ha avviato una petizione internazionale per fermare l'adozione della cosiddetta “Biofuture Platform" , una piattaforma sottoscritta già da 20 paesi che cerca di sostituire la nostra economia basata sui combustibili fossili con un'economia basata su biocarburanti, biomassa e altre colture. «L'eliminazione dei combustibili fossili è assolutamente necessaria per proteggere il nostro pianeta, ma sostituire i combustibili fossili con le biomasse non è la soluzione di cui il mondo ha bisogno» spiega in Italia l'organizzazione Salviamo le foreste che fa parte della rete.

«Stiamo lavorando insieme come comunità di difesa globale per contrastare la retorica dell'industria basata sulla falsità scientifica che vorrebbe spacciare l'energia da biomassa come soluzione "a emissioni zero", che vorrebbe presentare i prodotti forestali come "rinnovabili" e l'energia da biomassa come una soluzione per il cambiamento climatico, mentre non è così» spiegano.

C'è bisogno di energie veramente rinnovabili

«Per prevenire gli impatti dei cambiamenti climatici, i governi devono urgentemente promuovere energie rinnovabili, porre fine al consumo eccessivo di energia e risorse e proteggere gli ecosistemi come terra e le foreste. In questo momento, il settore delle energie rinnovabili copre il 10% del consumo energetico globale e la quota è in aumento. La combustione del legno e di altre biomasse rappresenta più della metà dell'energia generata rispetto a energie rinnovabili come l'energia eolica e solare. I governi e le organizzazioni internazionali fomentano il consumo di biomassa per creare una nuova "bioeconomia" con iniziative come la “Biofuture Platform". Così, non solo presentano la combustione di biomassa come "bioenergia moderna", ma anche la produzione di bioplastiche utilizzando materie prime agricole».

«Sfortunatamente, la sostituzione di combustibili fossili con biomassa o prodotti agricoli è tutt'altro che una soluzione rispettosa dell'ambiente e del clima - continuano da Salviamo Le Foreste - Le enormi quantità di legname e di colture agricole necessarie porterebbero a bruciare le foreste in enormi centrali elettriche e coltivare alberi e altre colture  come palme da olio su vaste piantagioni industriali. Le piantagioni agricole e di alberi industriali richiedono enormi estensioni di terra, che creano gravi conflitti territoriali e violazioni dei diritti umani. Le piantagioni minacciano gli ecosistemi naturali, la biodiversità, i terreni e le risorse idriche. Questa cosiddetta "bioeconomia" distoglierebbe le risorse da tecnologie più rispettose dell'ambiente come l'energia eolica e solare».

Biocarburanti e bioplastiche non sono la soluzione

«Molti governi già supportano l'espansione dei biocarburanti, la combustione di alberi per produrre elettricità e carburanti liquidi per il trasporto da canna da zucchero, mais, olio di palma e soia, e altri bruciati nei serbatoi per i trasporti - si legge nella lettera che le 80 associazioni della Rete hanno indirizzato ai paesi che hanno già sottoscritto la piattaforma - La bioeconomia si espanderebbe coinvolgendo colture estensive e alberi per la produzione di bioplastiche, sostanze biochimiche e un'intera serie di "bioprodotti". Collettivamente, questa è definita "bioeconomia" ed è falsamente presentata come una via percorribile e sostenibile a basse emissioni di carbonio. In realtà, vista l'enorme richiesta di terra e acqua per la coltivazione di biomassa, le conseguenze sarebbero disastrose: la conversione di vaste aree di terra per la produzione di mono colture e alberi, l'ulteriore degrado degli ecosistemi naturali rimasti implicando lo sfollamento forzoso di persone e la produzione alimentare. La bioeconomia viene accolta con parere favorevole perché si basa sulla falsa convinzione che possiamo mantenere il trend di crescita economica invariato, sostituendo semplicemente i combustibili fossili con prodotti vivi».

Una bioeconomia come quella prevista nella “Biofuture Platform” sarebbe:

** Dannosa per il clima: la “Biofuture Platform” sostiene il passaggio alla bioenergia e ai biomateriali per l'energia, i trasporti e l'industria, ignorando gli impatti ben documentati della domanda di colture e alberi che comporterebbero la conversione di vaste aree di terreno. Per la scienza è ormai chiaro che i biocarburanti aumentano piuttosto che diminuire le emissioni di gas serra. Proteggere e ripristinare gli ecosistemi è molto più efficace, ma non può accadere se esistono nuove e grandi richieste di colture e legname.

** Dannosa per i diritti umani: la produzione su larga scala di biocarburanti ha già portato all’accaparramento di terreni e sfollamenti forzati, sostituzione nociva della produzione alimentare e fame a causa dell'aumento dei costi alimentari, minando la sovranità alimentare e le violazioni del lavoro. L’aumento delle richiesta di accesso alla terra per fornire biomassa per un'intera bioeconomia peggiorerebbe notevolmente questi effetti.

** Dannosa per la biodiversità: le foreste e gli ecosistemi e le loro biodiversità verrebbero eliminati per fare spazio alla produzione di biomassa, proprio come è già avvenuto con mais, canna da zucchero, olio di palma e biocarburanti a base di soia. Per proteggere la biodiversità dobbiamo ridurre, non aumentare la nostra domanda di terra e ridurre l'uso di acqua, fertilizzanti e prodotti agrochimici.

** Dannosa per l’implementazione di soluzioni reali ed efficaci: la visione della “Biofuture Platform” incoraggerebbe gli investimenti per fornire maggiori sussidi per i biocarburanti, dirottando investimenti e attenzione da soluzioni reali e comprovate che sono urgentemente necessarie se vogliamo prevenire una maggiore catastrofe climatica.

«Chiediamo ai 20 paesi e alle organizzazioni multilaterali che hanno sottoscritto la “Biofuture Platform” di rinunciarvi e invitiamo gli altri governi di astenersi dall'aderire a sostegno della “Biofuture Platform”. Chiediamo invece ai governi di proporre risposte significative ed eque alla crisi climatica rispettando i diritti umani, concentrandosi su tecnologie comprovate a basse emissioni di carbonio, riducendo il consumo eccessivo e gli sprechi e proteggendo le foreste e altri ecosistemi».

QUI per firmare la petizione

di Terra Nuova


Forse ti interessa anche:

Posta un commento