Le biotecnologie

La biotecnologia applicata al cotone viene presentata all'opinione pubblica come una tecnica che permette, ad esempio, di ridurre l'uso dei pesticidi, o di evitare la tintura del tessuto attraverso varietà di cotone modificato geneticamente perché cr ...

31 Dicembre 2002

La biotecnologia applicata al cotone viene presentata all'opinione pubblica come una tecnica che permette, ad esempio, di ridurre l'uso dei pesticidi, o di evitare la tintura del tessuto attraverso varietà di cotone modificato geneticamente perché cresca già colorato. Questa immagine ambientalista è purtroppo scorretta per varie ragioni. I brevetti che le grandi ditte statunitensi di biotecnologie hanno ottenuto dalle autorità governative di vari paesi, implicano che qualsiasi agricoltore che voglia utilizzare le loro piante di cotone modificato debba pagare una royalty; inoltre, che l'agricoltore stesso non possa utilizzare i semi ottenuti dalla pianta per la coltivazione dell'anno successivo, senza ogni anno pagare la medesima royalty. Addirittura alcune varietà di cotone brevettato verranno presto ingegnerizzate in modo tale da risultare sterili, così da obbligare di fatto gli agricoltori all'acquisto continuo di nuova semente, scavalcando completamente la naturale proprietà di ogni coltivazione agricola di produrre ogni anno la semente per l'anno successivo (una delle caratteristiche essenziali dell'agricoltura così come si è affermata e diffusa in millenni di storia). 

Qualche esempio 
Il gruppo Agracetus Inc. ha ottenuto nel 1992 un brevetto che copre tutte le varietà della specie più comune di cotone (il Gossypium hirsutum) geneticamente modificate, e due tra le tecniche d manipolazione più usate. La multinazionale Monsanto commercializza una varietà di cotone modificato geneticamente chiamato Bt-Cotton, che contiene geni di un batterio in grado di sviluppare una tossina letale per le larve di alcuni insetti dannosi. Un altro dei settori di applicazione delle biotecnologie al cotone riguarda la resistenza ai pesticidi. Le industrie che si occupano di pesticidi e quelle che si occupano di biotecnologie sono fortemente intrecciate tra loro, tanto che a volte è la stessa compagnia a produrre e commercializzare insieme il pesticida e il cotone modificato geneticamente come resistente a quello stesso pesticida. Un ultimo esempio merita una citazione. La grande novità del cotone transgenico che nasce colorato è in realtà la scoperta di una pratica diffusa in Perù presso le antiche comunità andine, che da 5 mila anni coltivano e utilizzano il cotone autoctono colorato, nonostante ciò fosse improduttivo perché non interessante per la grande industria tessile, e addirittura proibito per legge nel 1930: il cotone colorato rischiava di 'inquinare' il cotone bianco richiesto dall'industria, e andava estirpato. 

Tutti i casi sopra descritti danno un'idea di quanto sia spinto l'accentramento del potere economico e decisionale in questo settore, e quanto siano forti gli interessi delle multinazionali e della grande industria in genere. Questo accentramento di poteri è causa dell'impoverimento progressivo dei contadini nel Sud del Mondo, di danni ambientali enormi e di una devastante riduzione di biodiversità (l'introduzione e la diffusione di piante transgeniche rischiano di danneggiare ed estinguere le varietà di partenza, impoverendo di fatto il patrimonio genetico originario della specie).

di Admin

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