Rifiuti:la verità incenerita

La crisi napoletana appare del tutto strumentale per dare la precedenza all'incenerimento, con serie implicazioni per la salute dei cittadini. Ma le alternative non mancano: perché allora in Italia non vengono scelte?

19 Marzo 2008
Autore: Claudia Benatti

«Le immagini delle montagne di rifiuti di Napoli e il clima di emergenza che aleggia su tutta la regione Campania hanno consentito il raggiungimento di un obiettivo: quello di dare ad intendere agli italiani, con una colpevole superficialità, che l'unica soluzione possibile sia rappresentata dalle discariche e dagli inceneritori,mentre invece così non è».
Prende posizione senza mezzi termini il professor Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico all'università Federico II di Napoli, che ha scritto persino a Beppe Grillo per esprimergli solidarietà nella sua battaglia contro il moltiplicarsi degli inceneritori in Italia.
«Anziché rimboccarsi le maniche con la riduzione dei consumi, la raccolta differenziata e il riciclaggio» continua Lucarelli «si vuole attuare la scelta politica di realizzare tre inceneritori in provincia di Salerno. Ma nessuno dice che quello di Acerra, privo di valutazione d'impatto ambientale e vetusto come tecnologia, è già sovradimensionato e, per risultare economicamente vantaggioso, dovrebbe bruciare tanto da scoraggiare ogni raccolta differenziata, determinando, come già evididenziato dalla Corte dei Conti, anche un danno patrimoniale alle finanze locali».

La chiave dell'organico
Quindi, malgrado persino l'Unione europea abbia sancito che l'incenerimento debba essere soltanto una soluzione residuale, in Italia, anche grazie alla mala-gestione campana, il governo ha scelto espressamente di puntare in via principale su tali impianti.
«L'emergenza campana è frutto di scelte sbagliate» afferma Federico Valerio, responsabile del dipartimento di chimica dell'Istituto Tumori di Genova. «Si sono volute rendere massime le quantità da bruciare per concentrarle in grandi impianti dove buttare dentro tutto. Ma questo ha ricadute estremamente negative sulla salute dei cittadini e anche sulle loro tasche, perché finiscono per pagare bollette carissime che servono per finanziare gli impianti. Inoltre in questo modo si demotiva il cittadino, che non differenzia più nulla e getta tutto insieme....

La versione completa dell'articolo "Rifiuti: la verità incenerita" di Claudia Benatti è disponibile sul numero di Marzo di Terra Nuova.

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di Federica Del Guerra