Stiamo sterminando le acciughe!

Il salto dell'acciuga è diventato un triplo salto mortale. La pesca eccessiva mette a rischio la sopravvivenza di questi piccoli pesci nel mediterraneo. Protesta di Greenpeace contro il rinnovo dei permessi speciali per la pesca

28 Giugno 2015

“Expo: nutrire il pianeta svuotando il mare?”: questo uno degli striscioni esposti da alcuni attivisti di Greenpeace, davanti al Ministero delle politiche agricole per protestare contro la pesca eccessiva e chiedere al ministro Maurizio Martina di intervenire con urgenza per fermare il saccheggio dei mari. L’associazione torna a denunciare il rischio della pesca eccessiva e non sostenibile, che sta svuotando il Mediterraneo da una delle specie più tipiche e più pescate: le acciughe. Gli attivisti hanno manifestato con messaggi come “La pesca eccessiva ci danneggia” e “Acciughe esaurite”.

Anche le acciughe, emblema del pesce azzurro, utilizzato in larga misura nella cucina mediterranea, sarebbe a rischio estinzione. “Da anni gli esperti scientifici raccomandano di ridurre la pressione di pesca e attivare immediate misure per il recupero di questo piccolo ma prezioso pesce – denuncia Greenpeace in un report – Invece, il Ministero delle Politiche Agricole da tempo continua ad aumentare la flotta che pesca le acciughe in Sicilia, con la scappatoia di “licenze speciali” rinnovate ogni sei mesi. Un sistema di gestione delle attività di pesca iniquo e poco trasparente, che sta contribuendo al declino di queste specie”. Secondo i dati della Commissione europea il 93 per cento degli stock ittici del Mediterraneo è sovrasfruttato. E proprio le acciughe, la specie più pescata in Italia e componente fondamentale della tradizione gastronomica italiana, sono tra le specie ittiche che più avrebbero bisogno di essere tutelate perché in grave declino.
Nello studio Greenpeace denuncia il collasso delle popolazioni di acciughe, da anni sottoposte a pesca eccessiva. Il problema è aggravato dalle licenze di pesca temporanee concesse dal Ministero negli ultimi anni, quali le “licenze speciali” concesse alla flotta delle volanti a coppia operanti nello Stretto di Sicilia, rinnovate semestralmente, e di nuovo in scadenza il prossimo 30 giugno.
“Mentre sul palcoscenico internazionale di Expo il ministro Martina invoca principi di equità e sostenibilità ambientale, nella realtà di casa nostra non sembra preoccuparsi del grave problema della pesca eccessiva, che mette a rischio la sopravvivenza dei piccoli pelagici come le acciughe», denuncia Serena Maso, campaigner Mare di Greenpeace Italia. «Oggi chiediamo al ministro Martina di farsi carico in prima persona del problema, fermando il rinnovo dei permessi speciali in scadenza e attivando immediate misure per favorire la riduzione dello sforzo di pesca e il recupero degli stock ittici in declino. Come previsto dalla nuova Politica Comune della Pesca, è ora di attivare piani di gestione locali efficaci, invece di continuare a utilizzare scappatoie che stanno condannando i nostri mari e i nostri pescatori».

di Dario Scacciavento

Livia

29/06/2015 16:11

Spero che il messaggio sia recepito in modo forte e chiaro.

Posta un commento