Virginia, 22 anni: «Così immagino nuovi strumenti per il turismo ecosostenibile»

Virginia Migotto ha 22 anni ed è determinata ad approfondire le tematiche ambientali legate agli aspetti economici. Tanto che per la sua tesi di laurea si è concentrata sull’Emission Trading System, la politica europea che punta a ridurre le emissioni di gas serra. Che, scrive Virginia, non manca di dimostrare i propri limiti. «Ma qui sta la sfida: trovare idee per nuove soluzioni. E magari ampliarne la portata anche al turismo».

17 Febbraio 2018

Virginia Migotto ha 22 anni e una laurea all'Università di Milano in scienze internazionali e istituzioni europee. Per la sua tesi ha scelto di occuparsi di Emission Trading System, lo strumento messo in atto dall’Unione Europea con l’obiettivo di diminuire il rilascio di gas a effetto serra. Ma Virginia non si è fermata qui: «La mia idea è quella di applicare questo sistema anche ad altri settori, per esempio il turismo, in modo da incentivare il turismo ecosostenibile».

Virginia, qual è l’idea che sta alla base di questo strumento che si prefigge di diminuire le emissioni inquinanti in atmosfera?

L’idea alla base di questa politica è quella di imporre alle imprese un limite massimo di emissione di gas a effetto serra, dando vita a una sorta di mercato. Per esempio, se un’azienda ha a disposizione un tot di quote di emissione (tali quote danno “il permesso” di inquinare) e inquina meno di quanto consentito, potrà conservare le quote avanzate o venderle ad altre aziende che sforano il limite e hanno quindi necessità di comprare quote per compensare. L’Unione Europea, con questo strumento, si pone l’obiettivo di raggiungere risultati via via sempre più positivi per l’atmosfera. Di anno in anno il limite massimo entro il quale è consentito alle imprese di inquinare è stato abbassato, costringendo le imprese a inquinare meno e, per fare ciò, a investire in nuove tecnologie e metodi di produzione meno impattanti.

Come ti è venuta l’idea di occuparti di questo argomento per la tua tesi?

L’idea di occuparmi di questo argomento è nata nel contesto universitario. A lezione si stava discutendo delle problematiche legate al clima, quando la professoressa (quella che poi è stata la mia relatrice) ha fatto un breve cenno a questo meccanismo. Partendo da questo spunto ho scelto di approfondire l’argomento perché l’ho trovato interessante.

Quali sono i limiti dell’Emission Trading System?

Questo strumento porta con sé dei limiti. Innanzi tutto, non tutti i settori rientrano in questa politica, quindi solo le imprese che operano in determinati settori saranno tenute a rispettare i limiti così imposti dalla UE. Inoltre, tale meccanismo può incentivare la speculazione finanziaria. Difatti, paradossalmente, se le imprese inquinano poco non avranno bisogno di comprare quote di emissione per poter inquinare, si formerà così un eccesso di quote rimaste invendute, che, come già accaduto in concomitanza con la crisi finanziaria, dovranno probabilmente essere acquistate dalla stessa Unione Europea per evitare uno stallo del sistema. Sarebbe auspicabile che la UE  cercasse di eliminare gli aspetti negativi di questo strumento. Per il futuro penso che, con la risoluzione dei limiti che oggi si manifestano e facendo in modo che tale sistema venga esteso anche a paesi extra-europei (soprattutto quelli attualmente in via di sviluppo), si possano ottenere risultati importanti in tema di surriscaldamento globale.

Quale idea stai sviluppando?

Studiare questo sistema mi ha permesso di ragionare in termini più ampi. Difatti, dopo aver compreso la logica sottostante, il mio obiettivo sarebbe quello di applicarla a diversi settori. In particolare, per interesse personale, mi piacerebbe poterlo applicare al settore del turismo, in termini quindi di turismo ecosostenibile.

di Terra Nuova


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