Bimbo morto a Pesaro, medico a processo. Simo: «Non è un omeopata»

Si è aperto ma è stato aggiornato al 14 gennaio 2020 il processo al medico marchigiano accusato per la morte di un bambino pesarese di 7 anni, al quale era stata diagnosticata un'otite poi evolutasi in encefalite. La Simo (Società Italiana di Medicina Omeopatica) dichiara: «Non si tratta di un omeopata».

25 Settembre 2019

Il processo al medico marchigiano accusato per la morte del bimbo pesarese di 7 anni è stato aggiornato al 14 gennaio 2020. Intanto si sono costituiti parte civile alcuni parenti e l'Unione Nazionale Consumatori che ha scelto come consulenti nomi noti che si sono sempre schierati apertamente contro la medicina omeopatica, da Roberto Burioni a Salvo Di Grazia.

Nel giugno scorso i genitori del piccolo erano stati condannati a tre mesi di carcere (pena sospesa) per concorso in omicidio colposo.

Intanto la Simo, la Società Italiana di Medicina Omeopatica, ha rilanciato una nota in cui specifica che «il medico ha prescritto medicinali omeopatici, ma non era un medico esperto in medicina omeopatica. Vogliamo chiarire questo punto, importante per la salute pubblica e per una corretta informazione».

«Non è sufficiente prescrivere medicinali omeopatici per essere un medico omeopata, così come non basta prescrivere anti-ipertensivi per essere un cardiologo o psicofarmaci per essere uno psichiatra - afferma la Simo - Per essere medico esperto in medicina omeopatica occorre aver una formazione post-laurea specifica in Omeopatia dopo la laurea in medicina. Inoltre, per l'Accordo Stato-Regioni del 07 febbraio 2013 , devono essere iscritti nell’apposito Elenco dei professionisti esercenti l’Omeopatia del loro Ordine dei Medici. Questa norma è a garanzia di tutti i pazienti». 
«Il medico sotto accusa è iscritto come medico all'Ordine dei Medici di Pesaro ma non è iscritto nell'apposito Registro dei medici esperti in Omeopatia. Allo stato  non si conosce la competenza in omeopatia di questo medico, ma comunque il suo operato non ha nulla a che fare con la Medicina Omeopatica correttamente studiata e applicata» ribadisce la Simo.

«Ci sono diverse evidenze positive per la cura delle otiti medie acute con una cura omeopatica. Sempre, ovviamente, che la cura venga condotta da un medico esperto in Omeopatia. Un medico con doppia competenza, in Medicina Convenzionale e in Omeopatia, conosce in ogni momento le indicazioni terapeutiche per l’una e l’altra Medicina. In generale, le linee-guida ufficiali impongono una cura antibiotica se l’episodio acuto non si risolve in 48-72 ore dall’esordio. Per i medici omeopati, essendo medici a doppia competenza,  i due giorni iniziali non sono però un periodo di attesa terapeutica - prosegue la Simo - Con una cura soltanto omeopatica, l’episodio infettivo acuto, otalgia compresa, deve risolversi in 12-24 ore senza complicanze e con benessere complessivo del paziente o, in caso di miglioramento evidente e progressivo, anche in 48 ore. In questi casi la guarigione dell’otite acuta può essere completa ed anche la frequenza delle recidive viene ridotta. Se ciò non si verifica, al massimo in terza giornata, un medico omeopata prescrive la migliore terapia antibiotica disponibile».
«Nel caso in oggetto - aggiunge ancora la Simo - ben tre consulenti medici incaricati dal Pubblico Ministero, tra cui un consulente medico esperto in Omeopatia, hanno scritto di “incompetenza, negligenza ed imprudenza” a carico del medico.  Siamo di fronte a un caso grave di malpractice di un medico non omeopata in cui c’è stato un decesso del paziente. Non dovrebbero essere ammesse generalizzazioni gratuite su un fatto drammatico».

di Terra Nuova