Genova 10 anni dopo: i processi dicono la verità, lo Stato si scusi

A 10 anni dal G8 genovese molte ombre su quei giorni in cui fu tradita la costituzione ed il diritto di Stato. Le vittime della "violenza istituzionale" ancora non hanno avuto giustizia.

21 Luglio 2011

"Ora lo Stato chieda scusa". E' l'appello rivolto da Vittorio Agnoletto al Presidente della Repubblica durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative del decennale del G8 di Genova del 2001. "Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione. La stessa che fu sospesa e tradita dagli apparati dello Stato" - ha sottolineato l'ex portavoce del Genoa Social Forum. "Se i vertici delle Forze dell'Ordine e il Governo, che è lo stesso di allora, non hanno mai chiesto scusa agli attivisti malmenati al G8 del 2001, riconosciuti vittime innocenti da tutti i processi condotti fino ad oggi, il Presidente della Repubblica prenda un'iniziativa e faccia lui in questi giorni un gesto di scusa dello Stato italiano alle vittime innocenti di quei giorni" - ha aggiunto Agnoletto.

"Nell'aprile 2008 consegnai a Napolitano un dossier dei processi. Mi rispose: 'Lei sa quali sono le mie competenze, non posso intervenire'. Oggi come rappresentante di tutti gli italiani potrebbe chiedere scusa alle vittime della violenza istituzionale consumatasi a Genova nel luglio del 2001. Sarebbe un atto estremamente importante nel pieno rispetto dei valori costituzionali e potrebbe contribuire ad attutire il dolore di una ferita ancora aperta" - ha proseguito Agnoletto. "Il movimento ha ricostruito la verità sulle aggressioni della Diaz e di Bolzaneto, aspetta verità sugli scontri di piazza, ma non ha ottenuto giustizia perché i responsabili sono ancora tutti al loro posto. E' per questo che il 20 o il 21 luglio, a dieci anni di quei sanguinosi eventi, sarebbe importante che il presidente della Repubblica si assumesse la responsabilità di rivolgergli un segno di scuse per lenire una ferita che risulta a tutt'oggi aperta". 

Anche Riccardo Noury di Amnesty Italia chiede "una parola pubblica di scuse da parte dei vertici della Polizia: un'ammissione che qualcosa a Genova nel 2001 andò male, molto male, sarebbe fondamentale. Quella parola si fa ancora attendere, e il decimo anniversario di quelle giornate potrebbe essere un'occasione importante per pronunciarla".

Fonte: Unimondo.org
Amnesty International ha lanciato perciò l'appello "Operazione trasparenza - Diritti umani e polizia in Italia" nel quale chiede alle princinpali cariche dello Stato "una condanna esplicita e delle scuse verso le vittime, per le violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze di polizia a Genova nel luglio 2001" e di "adoperarsi affinché siano garantite indagini rapide e accurate e processi equi in tutti i casi in cui emergano denunce di violazioni dei diritti umani da parte delle Forze di Polizia".

"I processi dichiarano la nostra verità. E non ce n'è un'altra" - ha affermato Rita Lavaggi, portavoce del coordinamento Verso Genova 2001 che ha organizzato un mese di iniziative culturali che culmina con il corteo previsto per sabato prossimo.

di Gabriele Bindi

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