L'ultimo saluto a Vittorio Arrigoni

Pacifista e difensore dei più deboli, un giornalista che aveva saputo sfidare pregiudizi e linee di confine

15 Aprile 2011

Vittorio Arrigoni, 36 anni, volontario e attivista dell'International Solidarity Movement (ISM)è stato ucciso. Era stato rapito ieri a Gaza da un gruppuscolo salafita ultra-estremista ispirato da Al Qaida, che lo aveva poi mostrato in un video, bendato e col volto insanguinato. Il corpo del pacifista è stato trovato in una casa dopo un blitz delle forze di sicurezza del governo di Hamas secondo i quali Vittorio "è' stato soffocato".
Huwaida 'Arraf, co-fondatrice dell'International Solidarity Movement (ISM), ha confermato che il corpo di Vittorio è stato identificato dallo staff locale dell'organizzazione. "Vittorio ha dimostrato di essere più palestinese dei criminali che lo hanno assassinato" - ha commentato 'Arraf. Sarebbero stati qrrestati due membri del gruppo di ultra radicali salafiti legati ad Al Qaeda che accusavano il nostro connazionale di "diffondere i vizi occidentali". L'ultimatum dei sequestratori, lanciato con un filmato su internet, scadeva nel pomeriggio di oggi.

Arrigoni era arrivato a Gaza nell'agosto del 2008 come inviato del Manifesto dove aveva documentato l'operazione Piombo Fuso denunciando che "Checchè vadano ripetendo i comunicati diramati dai vertici militari israeliani, e ripetuti a pappagallo in Europa e Usa dai professionisti della disinformazione, sono stato testimone oculare in questi giorni di bombardamenti di moschee, scuole, università, ospedali, mercati, e decine e decine di edifici civili". "Non ce ne andiamo, perché riteniamo essenziale la nostra presenza di testimoni oculari dei crimini contro l'inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto" - diceva in quei giorni Vittorio.

"Questa era la tua vita: rimanere - commenta don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi. Sei rimasto con gli ultimi, caro Vittorio, e i tuoi occhi sono stati chiusi da un odio assurdo, così in contrasto, così lontano dall'affetto e dalla solidarietà della gente di Gaza, da tutta la gente di Gaza che non è "un posto scomodo dove si odia l'occidente", come affermano ora i commentatori televisivi, ma un pezzo di Palestina tenuta sotto embargo e martoriata all'inverosimile. La tua gente di Palestina non dimenticherà il tuo amore per lei. Hai speso la tua vita per una pace giusta, disarmata, umana fino in fondo".
Arrigoni ha partecipato a diverse azioni in favore della popolazione della Striscia di Gaza e alla 'Freedom Flotilla' per portare aiuti alla popolazione di Gaza e far accendere l'attenzione dei media mondiali sui drammi della sua popolazione "tenuta in ostaggio da Israele".



di Gabriele Bindi

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