Survival: «Addio Paulo, guardiano dell'Amazzonia»

«Addio Paulo, sono grandi il dolore e la rabbia per la tua morte. Eri nostro alleato, nostro amico, eri uno dei guardiani dell'Amazzonia». Survival International dà l'addio a Paulo Paulino Guajajara, ucciso in una imboscata organizzata da "invasori armati".

12 Novembre 2019

«Addio Paulo, sono grandi il dolore e la rabbia per la tua morte. Eri nostro alleato, nostro amico, eri uno dei guardiani dell'Amazzonia». Survival International dà l'addio a Paulo Paulino Guajajara, ucciso in una imboscata organizzata da "invasori armati".

«Il nostro è un sentimento di dolore e rabbia per l'uccisione di Paulo Paulino Guajajara, membro importante dei Guardiani dell’Amazzonia, ma anche nostro alleato, e nostro amico - dice Francesca Casella, direttrice di Survival Italia - Paulo è stato assassinato in una imboscata organizzata da alcuni invasori armati. Stava andando semplicemente a caccia insieme a Tainaky Tenetehar, un altro Guardiano che avrete sicuramente visto in alcuni dei nostri Tribal Voice. Tainaky è stato colpito dai proiettili più volte, ma è miracolosamente riuscito a salvarsi. Paulo invece non ha avuto la stessa fortuna».

«È morto lì, nella sua foresta, indossando ancora quel cappellino di lana che la mia collega Sarah Shenker gli aveva dato qualche tempo fa e che lui, dopo avervi praticato due fori per gli occhi, si tirava sul volto a mo’ di passamontagna per non farsi riconoscere dai trafficanti di legno mentre attraversava le zone più pericolose».

«A Survival siamo tutti sgomenti, ma per Sarah è particolarmente difficile. Paulino era uno dei devoti membri dei Guardiani che stanno proteggendo la foresta amazzonica a costo della vita non solo per il proprio popolo ma anche per i vicini Awá incontattati, con cui condividono il territorio. Survival sostiene il lavoro dei Guardiani da molto tempo, in vari modi, e recentemente Sarah ha anche partecipato a una delle loro pericolose missioni di pattugliamento, su loro invito».

«Siamo indignati per questo crimine. Ma nessuno lo è di più della sua famiglia e degli amici che lascia soli e distrutti dal dolore - aggiunge Casella - Nessuno dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per voler semplicemente difendere la propria foresta. Ma gli attacchi ai popoli indigeni sono drammaticamente aumentati sotto la presidenza di Bolsonaro. Le sue politiche razziste e anti-indigene hanno galvanizzato e incoraggiato i violenti accaparratori di terra a derubare i popoli indigeni delle loro terre. Paulo merita giustizia e non permetteremo che sia morto invano».

Tutti possiamo unirci alla lotta.

Potete mandare una e-mail alle autorità del Brasile per chiedere sostegno per il lavoro vitale dei Guardiani.

E potete diventare attivisti di Survival: qui il kit per attivarti

«L’uccisione di Paulo è una tragica perdita per i Guardiani, per gli Awá, per l’Amazzonia, e per tutti noi. Ma i Guardiani non si arrenderanno, e non lo faremo nemmeno noi e i loro alleati! - prosegue Casella - “Continueremo a combattere finchè avremo una goccia di sangue in corpo” ci ha detto ieri Olimpio Guajajara, il coordinatore dei Guardiani. E ha poi aggiunto “Non ci sono parole abbastanza forti per ringraziare Survival adeguatamente per tutto quello che fa per proteggere la nostra foresta… Vi mando un forte abbraccio e, per favore, continuate a sostenerci”».

di Terra Nuova

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