Uccisione di Bin Laden: possiamo dirci contenti?

Visto in tv sembra proprio un happy end. Ma il modo trionfale con cui è stata accolta la soppressione del grande nemico, svela un semplicismo fuori dalle righe. Secondo la Tavola della pace un'enfasi pericolosa

04 Maggio 2011
Game over. Se si trattasse di un videogioco avremmo conquistato il massimo dei punti. Ma la vita reale è un po' più complicata dei giochi elettronici.
"La fine di Osama Bin Laden non risolve assolutamente il problema terrorismo". Lo afferma il coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Flavio Lotti in un'intervista all'agenzia AdnKronos. Per Lotti "se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo impegnarci a costruire la democrazia sostenendo le forze che nei paesi arabi stanno lottando per il cambiamento". "Certamente la fine di Osama consente agli Stati Uniti di poter rivendicare un successo che per dieci anni non è stato in grado di rivendicare. Questo successo militare tardivo non risolve però il problema del terrorismo che Osama ha rappresentato".
"Su questa uccisione c'è una enorme enfasi, per alcuni versi molto pericolosa. Diverso sarebbe stato se fosse stato catturato. Al Qaeda non è una vera e propria organizzazione strutturata: chiunque decida di fare un attentato lo può fare. Quello che ha creato Osama - aggiunge Lotti - è una 'guerra povera' che chiunque può fare propria e questo rende drammaticamente difficile chiudere la stagione del terrorismo che, come si è visto in Marocco, è in grado di mietere vittime ovunque. Bene ha fatto il presidente Obama - prosegue Lotti - a ricordare che la maggior parte delle vittime del terrorismo sono islamici".
Secondo Lotti "per sconfiggere il terrorismo è necessario seguire una strada diversa da quella che ostinatamente Stati Uniti e mondo occidente hanno intrapreso dall'11 settembre. Mi domando - si chiede Lotti - quanti civili innocenti sono stati ammazzati per cercare di uccidere Osama. Abbiamo scatenato una guerra in Afghanistan che, tutti sanno, stiamo perdendo. Il che dimostra che non è quella la strada". "Oggi - spiega il coordinatore della Tavola della Pace - la grande opportunità è data dal risveglio democratico dei paesi del mondo arabo. Dobbiamo cambiare il nostro modo di guardare al problema terrorismo perché la storia ci ha dimostrato che quel mondo arabo dipinto come istigatore di uno scontro di civiltà, e di cui Osama sarebbe il protagonista simbolico, in realtà è un mondo che si sta ribellando a tutti i dittatori e ai regimi repressivi, che hanno governato con l'appoggio dell'occidente in tutto il mondo arabo". "Se vogliamo sconfiggere il terrorismo - conclude Lotti - dobbiamo impegnarci a costruire la democrazia sostenendo le forze che nei paesi arabi stanno lottando per cambiare".

di gab

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