Conservazione della natura, reti ecologiche e educazione ambientale

La più moderna teoria di conservazione della natura afferma che i parchi, per quanto importanti, da soli e per la loro limitata estensione rispetto a tutto il territorio, non sono sufficienti per la tutela della biodiversità né contribuire a pieno a ...

31 Dicembre 2002

La conservazione della natura è uno stato di armonia fra l'uomo e il territorio. 
Aldo Leopold (L'etica della terra) 

La più moderna teoria di conservazione della natura afferma che i parchi, per quanto importanti, da soli e per la loro limitata estensione rispetto a tutto il territorio, non sono sufficienti per la tutela della biodiversità né contribuire a pieno a mantenere efficienti i processi evolutivi di piante e animali. A conferma di ciò si fa comunemente riferimento alla Teoria delle isole, una teoria elaborata alla fine degli anni '60 da due biogeografi americani, Mc Arthur e Wilson. Questi ricercatori, in sintesi, scoprirono che le isole più erano piccole e lontane dalla terraferma, maggiore era la diminuzione in ricchezza e diversità di specie vegetali e animali presenti. In seguito altri ricercatori notarono che i parchi e le riserve naturali potevano essere paragonati, naturalisticamente parlando, a vere e proprie isole circondate da territori spesso densamente popolati e antropizzati, quindi simili a barriere quanto quella creata dal mare per le vere isole e quindi con analoghi problemi per la flora e la fauna. 
Attualmente è sempre più necessaria e impellente la creazione di reti ecologiche che colleghino fra loro le aree protette in modo da garantire la sopravvivenza delle comunità biologiche e dei processi ecologici, in poche parole dare una possibilità di sopravvivenza alle piante e agli animali per i quali spesso le aree protette sono quasi un ultimo rifugio e anche un luogo da cui ripartire un giorno per riprendere possesso di territori che da tempo l'uomo ha loro sottratto. Creare una rete ecologica significa quindi non solo saper valutare la capacità di interscambio di piante e animali fra territori protetti, ma anche, in senso ecologicamente più ampio, fra i processi ecologici e le comunità umane che dimorano nell'intero sistema territoriale che per semplicità potremmo definire una bioregione. 

Ecco quindi emergere l'importanza del ruolo dei Comuni, delle scuole e degli abitanti di una bioregione per la creazione di reti ecologiche locali e più in generale nella partecipazione alla pianificazione ecologica. 
Per la realizzazione di una rete ecologica serve quindi la creazione puntuale di corridoi ecologici tramite l'individuazione e la salvaguardia del reticolo fine del territorio tra le aree a maggiore naturalità, rappresentato da siepi, boschetti, stagni e corsi d'acqua con la loro vegetazione ripariale, lungo i quali potranno "spostarsi", per via terrestre e aerea, piante e animali. Per riconoscere sul territorio i corridoi ecologici ci si potrà servire di specie animali, per esempio piccoli o grandi mammiferi, definite specie obiettivo, e cioè specie in via di estinzione o specie maggiormente sensibili alla frammentazione degli habitat. Infine bisognerà prestare una particolare cura nel trovare dei sistemi perché gli animali terrestri possano superare le barriere ecologiche rappresentate da strade e autostrade, sistemi agricoli industriali o zone urbanizzate, per esempio realizzando piccole gallerie sotto le autostrade o sistemi di siepi in aree agricole e urbane. Proprio per quanto detto riguardo la funzione di siepi, boschetti e corsi d'acqua presenti nel territorio per la costituzione di corridoi ecologici, va sottolineato l'importanza che potrebbe avere il coinvolgimento delle scuole locali nel censimento e nello studio di queste componenti del paesaggio, minori, ma solo come estensione. Le scuole "adottando" questi piccoli ambienti farebbero così partire una mobilitazione ecosociale che potrebbe portare al riconoscimento definitivo della loro utilità e di conseguenza alla loro salvaguardia nell'ambito della costituzione della rete ecologica locale.

di Stefano Panzarasa

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