Una fattoria biologica in città

Nata nel '77 dall'occupazione di una discarica abusiva alla periferia di Roma, la fattoria biologica dei braccianti organizzati continua ad essere un'esperienza innovativa d'integrazione dell'attività agricola in un contesto urbano

07 Giugno 2004
Nella cappa plumbea della periferia romana, la fattoria gestita dalla cooperativa dei braccianti agricoli organizzati, dall'impronunciabile sigla Co.Br.Ag.Or, è un'oasi particolarmente godibile. L'azienda si estende su più di 50 ettari, parte dei quali coltivati a ortaggi e cereali, con molti ulivi (più di 1500), alberi da frutto, una stalla e un pollaio. Al suo interno è stato allestito anche un piccolo punto-vendita dove è possibile acquistare uova "calde di covata", pane, formaggio, frutta e verdura di stagione (la zona è particolarmente vocata per la produzione di pesche), un olio extravergine prelibato (citato nelle guide di Slow food) e, per i carnivori, ordinare carne "sicura". I clienti abituali possono anche servirsi da soli, pesare i prodotti sulla bilancia, aprire il cassetto del vecchio tavolo, mettere dentro i soldi e, eventualmente, darsi il resto. L'articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2004 (per informazioni tel 055-3215729)

di Manuel Olivares

Una fattoria biologica in città
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