Una visione d'insieme, progettare con la natura

In sintesi lo stato attuale delle conoscenze sull'importanza delle reti ecologiche...

31 Dicembre 2002


Non abbiamo bisogno di una grande crescita, bensì di una grande visione e di semplicità. Lao Tsu, (VI sec. a.C.) 

Questo è in sintesi lo stato attuale delle conoscenze sull'importanza delle reti ecologiche che ci porta anche a riflettere sul fatto che bisogna considerare le necessità della vita nella sua globalità e non solo per le necessità della vita umana. In questo senso penso che ci sia proprio bisogno di cominciare veramente a ragionare a lungo termine se vogliamo che noi e chi verrà dopo di noi (piante, animali, umani), si ritrovi a vivere in un ambiente ecologicamente sano. "Pensa alla settima generazione", dovremo fare nostro questo importante insegnamento dei nativi americani. Tutto ciò significa progettare ecologicamente il futuro e agire sul territorio con una conoscenza locale e profonda di esso insieme a un tale rispetto da cercare di prevedere gli effetti delle nostre azioni da oggi a 300 anni! Partendo quindi dal principio generale che tutto il territorio, anche se a livelli diversi, dovrà essere conservato, questo progetto dovrebbe prevedere principalmente: 

>1) un sistema di aree protette, per la conservazione dei principali ecosistemi e aventi la funzione di "serbatoi" genetici, scientifici e psicologici; 
>2) corridoi ecologici, per garantire la dispersione naturale di specie e lo scambio del patrimonio genetico fra le popolazioni; 
>3) zone tampone, ossia territori situati intorno alle zone 1 e 2, innanzitutto per la loro protezione ma anche per la realizzazione di attività umane ecocompatibili e il recupero ambientale di territori degradati; 
>4) nel resto del territorio e nelle città, la continuazione in maniera sempre più decrescente delle attuali attività non sostenibili nell'ambito di una loro possibile quanto necessaria riconversione alla sostenibilità ecologica, insieme alla creazione di nuovi spazi verdi lasciati alla natura e interconnessi con i sistemi naturali esterni alle città stesse. Il fine ultimo sarà quello di garantire una adeguata continuità ambientale a tutto il territorio. I

l lavoro della scuola ma anche di chiunque creda in questo progetto, una vera e consapevole visione ecologica del futuro, sarà quello di rapportarsi principalmente non più con il concetto di sviluppo che se pur sostenibile non è altro che un ulteriore modo per continuare a sfruttare l'ambiente e le sue risorse, ma con un concetto di crescita della coscienza ecologica e spirituale in rapporto alla sacralità della Terra e di conseguenza al luogo dove si vive. La crescita del sé profondo di ciascuno di noi in rapporto alla natura potrà dare molte più soddisfazioni di un rapido arricchimento monetario avuto a scapito dell'ambiente. La teoria scientifica delle reti ecologiche ci porta quindi a riconoscere che "tutto è connesso". Montagne, fiumi, laghi, mari, piante, animali, esseri umani formano tutti insieme una rete di relazioni e non possono essere separati gli uni dagli altri, pena gravi ripercussioni sull'intero sistema che esso sia a livello planetario (per esempio, grandi cambiamenti climatici) o locale (per esempio, estinzione di specie animali o vegetali). Se si comprende ciò appieno e in maniera ecologicamente profonda, si capirà bene quindi l'importanza di una politica di pianificazione ecologica, di educazione ambientale e azioni dirette incentrate sulle reti ecologiche. In generale si può pensare che conservare la natura anziché sfruttarla o meglio ancora vivere in una civiltà che decida di incoraggiare la selvaticità, alla fine potrà soddisfare i nostri reali e più importanti bisogni materiali e spirituali. 
"Bioregione" è il termine coniato in America all'inizio degli anni '70, e ormai usato comunemente per definire un territorio omogeneo dal punto di vista naturalistico e culturale. "Bioregionalismo" significa semplicemente vivere in un luogo in armonia con la natura. I "bioregionalisti" pensano se stessi principalmente come appartenenti ad una montagna o a un bacino fluviale. Un ottimo esempio da cui iniziare una riflessione sul nostro sistema di approccio alla vita.

di Stefano Panzarasa

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