Utopie in corso a Villa Piaggia

Nella comune “moderatamente individualista” di Utopiaggia: una villa e due coloniche in una valle incontaminata dell'Umbria

20 Luglio 2004
Utopie in corso a Villa Piaggia

Nella comune "moderatamente individualista" di Utopiaggia: una villa e due coloniche in una valle incontaminata dell'Umbria.

La vista dalla casa comunitaria di Poggio su parte dell'Oasi della Serpolla (comune di Montegabbione, in provincia di Terni) è semplicemente splendida. Lo sguardo spazia per centinaia, forse migliaia di ettari, senza incontrare centri abitati, né tralicci, ma solo un dispiegamento ondulare di boschi e tre o quattro case isolate. In lontananza, il Monte Peglia, sede di una delle esperienze comunitarie italiane più antiche, nel cui grembo hanno convissuto, e non è l'unico caso, persone di diversa nazionalità, soprattutto italiana e tedesca. Utopiaggia nasce nel 1982, con l'acquisto di circa cento ettari di terreno e tre case, due delle quali in condizioni praticamente disperate. I promotori sono un folto gruppo di giovani tedeschi, cui si sono associati, più tardi, un paio di italiani.

Rustici-dandy
Gli interni di Villa Piaggia (la cosiddetta "casa madre") sono particolarmente curati e accoglienti, rustici per le stufe a legna in ghisa o in argilla, le mensole di legno massello cariche di libri, le pelli di pecora sulle panche della sala da pranzo, ma allo stesso tempo, tendenzialmente raffinati. Rustico-dandy, ad esempio, il bar dirimpetto alla villa, ricavato dalla casa curiale di una chiesetta ora sconsacrata e adibita a cinema e sala-feste-e-concerti, con il tetto dell'abside rifatto in vetro per consentire al potente chiarore astrale, indisturbato dall'illuminazione urbana, di proiettare all'interno i suoi suggestivi aloni. Micro-aristocratico il salottino liberty del laboratorio di Hildego, una comunarda che tinge la lana e la seta con colori vegetali e sono quasi da mostra antiquaria, nella loro solida essenzialità, i mobili della camera di Beatrice. Insomma, parliamo di un'esperienza comunitaria di buon livello, curata pur senza fronzoli e frivolezze. I quattordici abitanti di Utopiaggia, del resto, sono piuttosto navigati. L'età media è abbastanza elevata e vivono da più di vent'anni in quest'area, così bella e riservata da essere quasi del tutto disertata dai locali e con il passare degli anni hanno avuto tutto il tempo per affinare metodi originali, non codificati, di gestione. 

di Manuel Olivares

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