Una scuola dove decidono i bambini

Si sta facendo strada anche in Italia una visione rivoluzionaria della scuola come un luogo dove ogni bambino può decidere se e cosa studiare. Si chiama «educazione democratica», e si ispira
all'esperienza quasi centenaria di Summerhill, in Inghilterra.

29 Settembre 2010
Può funzionare una scuola in cui «i bambini abbiano il diritto di decidere individualmente come, quando, che cosa dove e con chi imparare e abbiano il diritto di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzati... stabilendo se necessario regole e sanzioni» (Conferenza internazionale sull'educazione democratica, Berlino 2005). La risposta dipende fortemente da ciò che crediamo sia il compito della scuola e da come ci immaginiamo un buon adulto. Diverse scuole sparse per il mondo, dette «democratiche», hanno deciso di impostare l'educazione proprio sulla libertà di ogni ragazzo di gestire il proprio apprendimento.

Un'esperienza centenaria
La quasi centenaria esperienza di educazione democratica portata avanti da A. S. Neill prima e da sua figlia poi, in Inghilterra nella scuola di Summerhill, mostra come l'imposizione non sia necessaria affinché i bambini e i ragazzi trovino in loro la motivazione e l'interesse nell'imparare (vedi «Crescere in libertà», Terra Nuova di aprile 2007). L'assenza di obblighi e imposizioni riguardo l'apprendimento e l'organizzazione del tempo passato a scuola non è da associarsi ad una mancanza di regole e di disciplina, tutt'altro. Nelle scuole democratiche il numero di leggi da rispettare è altissimo e l'autodisciplina di ogni ragazzo sorprendente. Può comunque sorgere spontaneo il dubbioche i bambini non riescano a gestire tutta questa libertà organizzativa, ma più di un esempio dimostra il contrario.

Nella descrizione dei principi educativi riportati da Erich Fromm nella prefazione del libro «I ragazzi felici di Summerhill», Neill precisa: «Libertà non significa licenza. Questo importantissimo principio significa che il rispetto per l'individuo deve essere reciproco. Se un insegnante non ha il diritto di usare la forza nei confronti del fanciullo, questi, da parte sua, non ha il diritto di usarla nei confronti dell'insegnante. Un bambino non deve imporsi a un adulto solo perché è un bambino, né deve usare i molti mezzi di pressione a sua disposizione».

Nella pratica, le caratteristiche che accomunano tutte le scuole democratiche sono: la libertà completa dei ragazzi nella scelta delle lezioni da frequentare e nell'organizzazione del tempo trascorso a scuola, l'assenza di voti e la presenza di alcuni organi come il parlamento e il comitato di giustizia (da qui il nome educazione democratica)...


Sempre nell'articolo:

>> Un esercizio di democrazia

>> La Libera Scuola Democratica di Kapriole (Friburgo)

>> Scuole elitarie?

>> Da chi sono gestite e come sono organizzate?

>> Le critiche frequenti

>> Un percorso scolastico ricco di autostima e consapevolezza

>> La situazione in Italia

>> Realtà made in Italy


La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo Ottobre 2010 di Terra Nuova o come eBook.






La nostra rivista: TERRA NUOVA 

Abbonati a Terra Nuova

Acquista l'ultimo numero della rivista

Leggi on line la copia omaggio integrale della nostra rivista 

di Irene Stella

Giovanna

18/10/2010 11:15

Grazie per il tuo augurio che ho condiviso anche con tutti coloro che stanno lavorando a questo progetto con serietà e passione...
Approfitto per consigliarti anche un libro che sicuramente troverari esuriente sull'argomento:

LA BUONA EDUCAZIONE - F. Codello ed. Franco Angeli 2005

Berry Bacca

18/10/2010 11:12

Ti ringrazio.
Ora ho un'idea più chiara di come funzionano queste scuole e comincio a comprendere anche perché funzionano. Quando avrò del tempo per leggerlo comprerò il libro di cuoi parli, "I ragazzi felici di Summerhill"; a questo punto penso ne valga la pena.
All'inizio aveva temuto che in questi istituti si confondesse il concetto di amore con quello del sentimentalismo (ma in tal caso non mi spiegavo come potesse tutto ciò produrre i buoni risultati di cui si palava). Adesso non mi rimane che esprimere la mia ammirazione per tutte le persone che sono capaci di impegnarsi in questo contesto.
Personalmente non condivido soltanto l'idea della democrazia. Non riferito alle scuole in particolare, come sistema politico di per sé. Tuttavia l'elemento base perché qualsiasi struttura sociale umana funzioni è quello su cui evidentemente queste scuole liberali sono fondate: appunto, l'amore. Basterebbe mantenere questo come punto cardine per invertire la disastrosa rotazione morale del mondo intero.
Tanti auguri, davvero, a tutti quelli che ci stanno provando!

Giovanna

18/10/2010 11:11

Ciao ti rispondo prendendo un estratto dall'articolo di Irene Stella:

Disciplina

Nelle scuole democratiche il numero di leggi (votate dai ragazzi in parlamento) da rispettare è altissimo e l?autodisciplina di ogni ragazzo sorprendente.

Può comunque sorgere spontaneo il dubbio che i bambini non riescano a gestire tutta questa libertà organizzativa, ma più di un esempio dimostra il contrario.

Tra i principi educativi riportati da Erich Fromm nella prefazione al libro ?I ragazzi felici di Summerhill? di A. Neill troviamo: ?Libertà non significa licenza. Questo importantissimo principio significa che il rispetto per l'individuo deve essere reciproco. Se un insegnante non ha il diritto di usare la forza nei confronti del fanciullo, questi, da parte sua, non ha il diritto di usarla nei confronti dell'insegnante. Un bambino non deve imporsi a un adulto solo perché è un bambino, ne' deve usare i molti mezzi di pressione a sua disposizione.?

In altre parole attraverso gli strumenti del parlamento e del comitato di giustizia vengono regolati i casi in cui l'autodisciplina ha ancora bisogno di crescere.

________

Responsabilità

Il tema della scelta è uno dei cardini dell?educazione democratica, infatti ogni giorno si chiede ai ragazzi di scegliere sinceramente cosa e con chi vogliono imparare. Grazie a questa possibilità costante di alternative e di libertà i bambini e i ragazzi sperimentano come gestire il loro tempo e come compiere scelte per se stessi.

Chiaro è che se ad esempio un gruppo di ragazzini sceglie di frequentare il corso di matematica, questi saranno tenuti a farlo con costanza durante tutto l'anno. Ogni corso si dà delle regole come ad esempio la frequenza obligatoria per non far perdere tempo agli altri o obbligo di fare compiti e cose simili, ma sempre decise insieme. L?idea di base è che non esiste un programma da svolgere, ma un percorso da scoprire e gustare. Ognuno è libero di trovare la sua strada e non c?è una formazione di base in senso classico a cui fare riferimento.

Durante tutto il percorso educativo i ragazzi, a parte in qualche raro caso, rimangono in famiglia e hanno legami nella città in cui vivono rendendosi quindi conto delle differenze tra realtà esterna ed interna alla scuola. Sono consapevoli della fortuna che hanno e godono di una alta autostima che poi li accompagna anche una volta finito il percorso scolastico, rendendoli degli adulti che pensano e che non seguono dei binari tracciati da qualcun altro se non li trovano adatti a loro. Una volta usciti da scuola hanno quindi tutte le opportunità aperte di fronte a loro, come i loro coetani usciti da una scuola pubblica, con la differenza che forse sapranno ascoltare i loro desideri e concretizzare i loro talenti con più semplicità...

Berry Bacca

18/10/2010 11:08

Ciao, scusa, io avrei una perplessità a riguardo dell'ideologia di questo genere di scuole. Sono perfettamente d'accordo che le scuole classiche esasperino gli studenti, e ciò e grottesco specie quando si parla di elementari e medie, di ragazzi molto giovani.
Ma abolire totalmente la disciplina (che non significa grida e botte, ma semplicemente una guida precisa soprattutto a livello sociale e morale che ci si aspetta i giovani seguano) non permette a un bambino di correggere quei tratti istintivi che naturalmente si possono manifestare, ma che non sono per il bene dell'idividuo né della comunità, come ad esempio la scarsa igene o la tendenza all'egoismo. Non credi?
Inoltre, se man mano che un individuo cresce non gli si danno delle responsablità e ogni tanto un minimo di difficoltà da gestire, quando si ritroverà adulto a dovervi fare fronte sarà semplicemente inerme. Sconsigliabile, visto che la vita prima o poi le unghie le tira fuori.
La scuola tradizionale è a un estremo. Queste scuole liberali sono all'altro. Una via di mezzo non sarebbe meglio?

Irene

14/10/2010 14:17

Ciao Erika, rispondo a te come a tutti quelli che credono di essere soli nell'inseguire il sogno di apprire una scuola democratica: non è cosi. A milano, ad esempio, c'è un gruppo gia al lavoro (scrivi a lombardia(at)educazionelibertaria.org), per tutte le altre regioni guardate il sito educazionelibertaria.org/contatti dove si trovano i referenti.

Colin

14/10/2010 14:08

Ho frequentato una scuola di questo genere per tre anni, è statu un'esperienza formativa fantastica che mi accompagna tutt'ora!

Erika Di Martino

06/10/2010 09:24

Ho letto e amato il libro su Summerhill, abito vicino a Milano e ho tre figli. Purtroppo in questa zona non vi è nulla che assomigli alla realtà democratica di Neill per quello che riguarda il contesto scolastico. Allora ho deciso di fare scuola a casa e sono alla ricerca di altre famiglie che non si accontentano di un'educazione delegata. Ho anche aperto un network per homeschoolers: controscuola.it sito di supporto e info per famiglie interessate alla scuola a casa. Grazie, Erika

Posta un commento