Pma-zeolite®, non tutte le zeoliti sono uguali

Una storia di ricerca clinica e tecnologica per una molecola unica e insostituibile. Protagonista di questa storia è l’imprenditore austriaco Jakob Hraschan, che promuove la realizzazione dei primi studi e approfondimenti su un minerale di zeolite clinoptilolite, trattato con un particolare metodo di micronizzazione, chiamato tribomeccanico...

19 Novembre 2019

La Storia. Inizia tanti anni fa, circa trenta, quando l’imprenditore austriaco Jakob Hraschan promuove la realizzazione dei primi studi e approfondimenti su un minerale di zeolite clinoptilolite trattato con un particolare metodo di micronizzazione, chiamato tribomeccanico. L’evidenza della sua efficacia deriva da una prima applicazione nel mondo dell’allevamento dove testimonia una preziosissima capacità di captazione dell’ammonio nel tratto gastrointestinale.

La captazione dello ione ammmonio apre la strada alla sua applicazione anche in campo umano ed è il prof. Krezimir Pavelic ad occuparsene dirigendo una prima ricerca tossicologica, necessaria per essere sicuri che la sostanza sia assumibile per lunghi periodi senza effetti collaterali o danni. I test di tossicità acuta, subacuta e cronica vengono superati a pieno e sulla scia dell’entusiasmo iniziano i primi lavori di approfondimento e le prime pubblicazioni1.

La riflessione e lo studio sul suo funzionamento iniziano a coinvolgere diverse discipline scientifiche, chimica, fisica, biotecnologia, clinica medica. Il meccanismo principale di azione espletato dalla zeolite è quello dello ‘scambio cationico’, cioè lo scambio tra ioni fisiologici a bassa carica di cui risulta ricchissimo (sodio, potassio, calcio e magnesio) con ‘tossine’ ad elevata carica come lo ione ammonio, i metalli pesanti e i radicali liberi.

Ci si rende anche conto che si ha a che fare con una particolare molecola, ed è un famoso strutturalista della materia a dare il là alla ricerca indicando in una potenziale modificazione strutturale la chiave della modificazione generata dalla micronizzazione tribomeccanica.

Questa micronizzazione trova la sua genesi nel tentativo di superare le conosciute tecnologie di micronizzazione che a causa del ‘graffiante’ attrito di questi minerali sulle superfici metalliche dei micronizzatori, detti anche mulini, le porta ad inquinarsi con i metalli dei mulini stessi. Come risposta, nasce una tecnologia che utilizzando pale (eliche) controrotanti crea due flussi di aria ad alta velocità che provocano auto-collisioni delle particelle nel numero di ca 3/4000 collisioni al secondo a temperature di ca. 400° C. senza più che il minerale impatti sulle superfici metalliche.

Dopo svariati studi e approfondimenti svolti da diversi ricercatori tra i quali spiccano, oltre al prof. Krezimir Pavelic, il prof. Karl Hecht, il prof. Fedele Manna e il prof. Maurizio Memo si comprende che è una doppia attivazione che rende la molecola ancora più unica e attiva, nasce così la PMA-zeolite.

La principale funzione. Seguono diverse ricerche e approfondimenti che sono minuziosamente descritti in una review comparsa recentemente sulla rivista scientifica Melocules2 e che aiutano a capire che la molecola della PMA-zeolite non si comporta come una comune zeolite micronizzata, bensì come una molecola specifica che non consente generalizzazioni.

Sommando gli effetti specifici della PMA-zeolite, questa trova oggi il suo principale utilizzo in integratori alimentari (US) e in dispositivi medici di classe IIa e IIb (EU), classificati in generale come protettivi della barriera intestinale e in particolare ‘per il trattamento dei disturbi funzionali della barriera intestinale (Leaky-Gut). Legano metalli pesanti* e Ammonio nel tratto gastrointestinale’.

Tale funzione è supportata da uno studio ‘gold standard’ culminato in una pubblicazione3 che ne ha evidenziato il potere protettivo sui tessuti intestinali tramite la misurazione del marker zonulina4.

La semplice correlazione tra infiammazione del tessuto intestinale con una serie di possibili altre disfunzioni o con l’aggravarsi in generale del quadro clinico in pazienti già affetti da altre patologie; come, per esempio, quelle qui sotto indicate, porta ad immaginare, nel caso di soggetti sani, l’importanza di una azione di protezione preventiva o, nel caso di soggetti che già presentano sintomatologie specifiche, di adiuvazione antiinfiammatoria e detossicante: intestino irritabile (con diarrea); malattia infiammatoria intestinale; allergie; intolleranze alimentari; malattie autoimmuni; infezioni frequenti o immunodeficienza; affaticamento correlato alla malattia; fegato grasso non alcolico; malattie dermatologiche (dermatite atopica, psoriasi, altro)

Le funzioni secondarie e le aree di studio. Prendendo spunto da un’altra recente pubblicazione1 che evidenzia le generali aree di studio e di applicazione della zeolite clinoptilolite e della PMA-zeolite in particolare, il quadro potrebbe essere riassunto nella seguente immagine:

A riprova della forte correlazione tra intestino, inteso anche come circuito neuronale, e area cerebro-spinale, spiccano tra le funzioni secondarie, oltre a quella antiossidante, quella neuro-protettiva evidenziata nella ricerca condotta presso l’Università di Brescia e culminata con una pubblicazione1 che chiarisce gli effetti anti-neurodegenerativi della zeolite clinoptilolite doppiamente attivata, la PMA-zeolite®, dimostrando inoltre la totale inefficacia della zeolite clinotpilolite semplicemente micronizzata.

Vedi anche www.pmazeolite.eu

Note:

1  Montinaro, M.; Uberti, D.; Maccarinelli, G.; Bonini, S.A.; Ferrari-Toninelli, G.; Memo, M. Dietary zeolite supplementation reduces oxidative damage and plaque generation in the brain of an Alzheimer’s disease mouse model. Life Sci. 2013, 92, 903–910

1  Kraljevic´ Pavelic´, S.; Simovic´ Medica, J.; Gumbarevic´, D.; Filoševic´, A.; Pržulj, N.; Pavelic´, K. Critical Review on Zeolite Clinoptilolite Safety and Medical Applications in vivo. Front. Pharmacol. 2018, 9, 1350.

1  Zarkovic, N.; Zarkovic, K.; Kralj, M.; Borovic, S.; Sabolovic, S.; Blazi, M.P.; Cipak, A.; Pavelic, K. Anticancer and antioxidative effects of micronized zeolite clinoptilolite. Anticancer. Res. 2003, 23, 1589–1595.

K. Pavelic, M. Had zija, Medical application of zeolites, in: S.M. Auerbach, K.A. Carrado, P.K. Dutta (Eds.), Handbook of Zeolite Science and Technology, Marcel Dekker, New York, 2003, pp. 1143e1173.

2  Mastinu, A.; Kumar, A.; Maccarinelli, G.; Bonini, S.A.; Premoli, M.; Aria, F.; Gianoncelli, A.; Memo, M. Zeolite Clinoptilolite: Therapeutic Virtues of an Ancient Mineral. Molecules 2019, 24, 1517.

3  Lamprecht, M.; Bogner, S.; Steinbauer, K.; Schuetz, B.; Greilberger, J.F.; Leber, B.; Wagner, B.; Zinser, E.; Petek, T.; Wallner-Liebmann, S.; et al. Effects of zeolite supplementation on parameters of intestinal barrier integrity,inflammation,redox biology and performance in aerobically trained subjects. J.Int. Soc. SportsNutr. 2015, 12, 40.

4  Fasano A. Zonulin and its regulation of intestinal barrier function: the biological door to inflammation, autoimmunity, and cancer. Physiol Rev. 2011;91:151–175.

di Sergio Tonon

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