Il Counseling, ovvero l’arte della relazione

Il counseling é un nuovo approccio in campo psicologico, che si propone di affrontare i problemi che coinvolgono l'individuo attraverso un rapporto di accettazione e ascolto totale.

07 Marzo 2005

«Il counseling é un incontro a due (counselor e cliente) in cui attraverso il dialogo, ma anche e soprattutto, la qualità della relazione che si instaura tra le due persone, si creano le condizioni ottimali per alleggerire il peso di preoccupazioni e dolori, condividendoli con un ascoltatore attento, sensibile e partecipe». Così esordisce Marcella Danon, psicologa e trainer counselor, nel suo libro "Counseling, una nuova professione d'aiuto". La fiducia nell'uomo e nella sua creatività, libertà di scelta ed autodeterminazione sono alcuni dei concetti chiave della psicologia umanistica, corrente di pensiero nata alla fine degli anni Cinquanta, nella quale affonda le radici il counseling, soprattutto attraverso il lavoro di Rollo May e Carl Rogers. Quest'ultimo, in particolare, ha contribuito a definire le caratteristiche del counseling come lo conosciamo oggi, ovvero di "colloquio centrato sul cliente" ed attento alla persona più che al suo problema. Il counseling vero e proprio nasce fra gli anni Cinquanta e Settanta nei paesi anglosassoni, dove trova utilizzo nei servizi sociali e di orientamento, inizialmente soprattutto nel reinserimento dei reduci di guerra. In Italia arriva fra gli anni Ottanta e Novanta, e nel nostro paese, come nel resto dell'Europa, sta oggi conoscendo una rapida diffusione ed ampliamento dei suoi campi di applicazione. La centralità della relazione Il rapporto che viene a crearsi fra counselor e cliente é ben diverso da quello che si instaura quando si parla di "terapista" e "paziente". Il counselor si pone in modo non direttivo, aperto all'ascolto ed al rispetto per la persona che gli chiede sostegno. «Il counseling - chiarisce Sergio Stranieri, amministratore delegato della Società Italiana Counseling (S.I.Co.) - é una possibilità, che il counselor offre al cliente, attraverso la relazione, di ritrovare le proprie risorse interne al fine di superare difficoltà momentanee, spesso legate al rapporto con l'ambiente con il quale esso si trova ad interagire. Il ruolo del counselor é quello di affiancamento e supporto in questo processo. Attraverso la relazione, che implica un'attenzione totale ed empatica, il counselor porta la persona a ritrovare le proprie potenzialità e far fronte autonomamente alla situazione che lo affligge». É infatti proprio l'ascolto empatico che permette la libera espressione del cliente, e crea le condizioni ottimali per la sua crescita e trasformazione, nella direzione da lui stesso desiderata e determinata. «L'empatia - spiega Anna Maria Palma, counselor ed Avatar trainer - significa essere totalmente presente all'altro, sentire cosa esso ha dentro. Non ascoltare l'altro come se già sapessi quello che vuole dirmi o quello che io voglio rispondergli, piuttosto ascoltarlo come qualcosa di non conosciuto da me. Nel counseling cerco di cogliere quello che la persona mi sta dicendo e di aiutarla a diventare consapevole di quello che sta provando. Mi piace pensare alla frase in cui Rollo May dice: “Quello che tu sei, parla così forte che non riesco a capire cosa dici”». Per gestire il colloquio in maniera adeguata, il counselor deve sapersi porre in una condizione di ascolto attivo, altra parola chiave del counseling, ovvero in un atteggiamento di apertura, nutrito di tecniche, messe a punto da Carl Rogers, che permettono di mantenere e rinnovare il contatto, ed allo stesso tempo aiutare il cliente a prendere coscienza delle proprie emozioni. Si può citare ad esempio la tecnica della riformulazione, nella quale il counselor, utilizzando adeguatamente formule tipo «quindi secondo lei…» «allora lei pensa che…» ripropone al cliente le proprie stesse dichiarazioni, evitando di giudicare, interpretare o indagare insistentemente, ed offrendogli, al contrario, la possibilità di riesaminarle sotto una luce diversa. Restando in un ambito non invasivo, ma supportivo, il counselor accompagna la persona nel diventare cosciente della propria condizione

di Luisa Valeria Sapia

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