Il Tai Ji come arte e stile di Vita

Il Tai Ji come viene tuttora praticato dalla maggior parte delle persone in Italia consiste quasi unicamente nell'apprendimento di diverse forme di movimento altamente codificate.

10 Aprile 2006

Come ho già scritto nel mio libro "Tai Ji,danzare la vita" anch'io nel 1990 iniziai ad apprendere il Tai Ji studiando le forme tradizionali (i 12 movimenti, la forma di Pechino, la forma lunga, la forma antico stile Yang, il Qi Gong,il Tui Shou...ecc.).

Sono tuttora contento di aver imparato in Italia da molti insegnanti le basi della pratica, una sorta di alfabeto del Tai Ji.

Tuttavia rimango convinto e consapevole del fatto che il solo studio delle suddette forme non può condurre una persona ad un'autentica e profonda trasformazione interiore.

Ciò che ha trasformato la mia vita non è stato il Tai Ji appreso unicamente come coreografia o serie di movimenti, ma piuttosto lo spirito e l'essenza che ne sostengono la pratica e la creano dandole vita. In modo particolare sento di ringraziare il maestro Al Huang per tutta l'energia,gioia e presenza mentale che ha soffiato e fatto fiorire in me in tutti questi anni di apprendimento attraverso i numerosi seminari che ho frequentato con lui in Inghilterra ed in Svizzera.

Dal 1990 continuo a seguire i corsi che il mio maestro Chungliang Al Huang conduce annualmente in Svizzera,a Zurigo. Lo studio con Chungliang è centrato sull'apprendimento e sulla condivisione dell'essenza del Tai Ji.

Nel mondo del Tai Ji Chuan il maestro Al Huang continua a rimanere una figura originale. Lui ha il suo proprio unico stile di insegnamento che porta gli studenti ad aprirsi allo stupore di constatare in sè stessi un'accresciuta consapevolezza come risultato dell'essere immersi direttamente nei principi del Tai Ji,invece di trascorrere anni in una palude di istruzioni tecniche.

Il filosofo Alan Watts,uno dei più geniali studiosi del pensiero orientale,nella prefazione al libro di Al Huang "Abbraccia la tigre,ritorna alla montagna.L'essenza del Tai Ji." ha scritto: "Huang insegna in un modo insolito per un maestro asiatico. Comincia dal centro e non dai dettagli. Impartisce una comprensione dei principi di base dell'arte prima di affrontare i dettagli meticolosi e si rifiuta di spezzare i movimenti del Tai Ji in un'esercitazione uno-due-tre che rende lo studente simile ad un robot. Con la sua abilità nel Tai Ji così come nel suonare il flauto e nel danzare, Huang Chungliang conquista e seduce i suoi studenti invece di forzare e costringerli ad apprendere. Questo è il marchio di un insegnante veramente superiore e dotato che lavora sugli altri come il sole e la pioggia agiscono sulle piante."

Nel mio piccolo,come maestro di Tai Ji,da dodici anni ormai continuo a sensibilizzare e a diffondere in molte città italiane la pratica del Tai Ji attraverso i miei seminari esperienziali.

Come ha già fatto Al Huang, anch'io ho eliminato dal Tai Ji la parola chuan (che vuol dire pugno, combattimento e fa riferimento alla forma, alla coreografia, all'arte marziale) per evitare confusione e per chiarire che l'obiettivo del mio lavoro consiste nel lasciare che i principi e la pratica del Tai Ji entrino a far parte integrante della vita quotidiana.

Se noi guardiamo gli ideogrammi cinesi delle parole Tai Ji osserviamo che mostrano una persona con le braccia e le gambe aperte centrata nel dan tien,intenta a connettersi con la natura e a muoversi con consapevolezza tra Cielo e Terra.

Quindi il Tai Ji è una sorta di meditazione in movimento intesa in senso lato.

Per apprenderne l'essenza occorre apertura mentale,umiltà e semplicità.

Per supportare il mio lavoro di diffusione della pratica del Tai Ji in Italia e Svizzera ho scritto il libro "Tai Ji,danzare la vita" che è giunto ora alla sua seconda edizione completamente rivista ed ampliata con aggiunte e ritocchi qua e là. Sono onorato del fatto che Al Huang mi abbia scritto una lettera di congratulazioni dicendosi fiero ed orgoglioso del mio lavoro in Italia.

In ogni caso ritengo che l'umiltà e il non ritenere di possedere la verità rimang

di Giuseppe Urselli

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