Il dolce meliloto

Che il Meliloto sia pianta dolce, grata al palato e all'olfatto, lo conferma il suo stesso nome, il cui etimo viene dal greco: lotopianta del miele o delle api.

23 Luglio 2008
Sotto il cielo dell'Acquario c'è bisogno di dolcezza, di una piacevolezza che stemperi un po' sia il gelo che l'irrequietezza, la febbre di febbraio. Urano, che governa questo cielo inizia allora a riversare sul pianeta la sua energia, la sua elettricità fecondatrice.
Allora nel grembo di Madre Terra i semi deposti dalla Vergine ricevono l'input energetico perché il loro Dna dispieghi il suo destino. Da questo impulso vitale i Cinesi, infatti, fanno partire la loro primavera. È uno stress energetico che ci scuote dalla stasi invernale di gennaio, dal torpore saturnino del Capricorno, e ci rende irrequieti, «febbricitanti», desiderosi del nuovo, di capovolgere il vecchio, di salire su un carro in forma di nave, currus navalis in latino: il carnevale.

Le nostre gambe e i nostri nervi ne risentono. Infatti secondo la melothesia zodiacale, vale a dire l'associazione tra i segni dello zodiaco e le diverse parti del corpo umano, all'Acquario «spettano i polpacci» gli «si confanno le tibie, il sangue, il sapor dolce, il verde e il giallo». Perciò «in primo grado all'Acquario spetta il Meliloto, dai fiori gialli, racimolati nello stelo, profumati di vaniglia», così secondo Le meraviglie della natura, un saggio introduttivo all'alchimia di Elémire Zolla.

Il profumo di vaniglia, come un po' tutte le cose dolci, ci è grato, ci gratifica e perciò ci calma, dissolve la nostra frenesia e i suoi spasmi. Decongestiona i nostri polpacci e rilassa i nervi. Questa preziosa funzione, nel Meliloto è svolta principalmente da un eteroside: la cumarina, uno zucchero aromatizzato che dà la nota di fondo al profumo dei prati estivi.

Il Meliloto fa parte della grande famiglia delle Leguminose è una pianta erbacea che può raggiungere un metro e mezzo di altezza. Di aspetto delicato, ha foglie formate da tre foglioline e fiorellini gialli disposti in lunghi racemi.
Lo si trova facilmente negli incolti e lungo i bordi delle strade di campagna, dove lo si nota più facilmente fra giugno e agosto quando è in fiore.
Conosciuto fin dall'antichità per le sue virtù medicinali ed ampiamente usato dalla medicina popolare soprattutto per le sue proprietà antinfiammatorie e sedative, è stato in seguito apprezzato anche come tonico venoso, nella cura della iperviscosità sanguigna ed in quella dei disturbi della circolazione venosa degli arti inferiori, in quanto migliora il ritorno venoso e la circolazione linfatica.

SCHEDA SINTETICA
Meliloto / Melilotus officinalis


Famiglia: Leguminose.
Simbologia planetaria: Mercurio, Venere.
Parti utili: le sommità fiorite.
Principali costituenti: cumarine, flavonoidi, tannini.
Proprietà medicamentose: antinfiammatorie, antispasmodiche, sedative, vasoprotettive, antipletoriche, antiedemigene,cicatrizzanti.
Impiego terapeutico: disturbi della circolazione venosa, soprattutto negli arti inferiori, gambe pesanti, varici, fragilità capillare, flebiti, trombosi, emorroidi. Edemi e congestioni linfatiche. Irrequietezza, irritabilità, stress, insonnia, spasmi gastrici e intestinali. Dermatiti, eritemi, abrasioni della cute e infiammazioni delle mucose.

Come si usa
Infuso: un cucchiaio di sommità fiorite essiccate e sminuzzate, infondere per 10 minuti in una tazza di acqua bollente. 3 tazze al dì lontano dai pasti.
Per spasmi gastrici una tazza dopo i due pasti principali.
Per conciliare il sonno una tazza mezz'ora prima di coricarsi.
Per uso esterno ( impacchi, compresse, sciacqui e gargarismi) infondere per mezz'ora 2 cucchiai della pianta in una tazza di acqua bollente.
Tintura madre (T.M.): 40 gocce tre volte al dì.

Avvertenze: l'essiccazione e la conservazione delle sommità fiorite di questa pianta deve essere particolarmente accurata per evitare fenomeni di fermentazione che porterebbero alla formazione
del dicumarolo, una sostanza ad elevato potere anticoagulante del sangue.

Precauzioni: tenendo conto dell'azione fluidificante del sangue delle cumarine è consigliabile evitare la contemporanea assunzione di anticoagulanti e salicilati e di sospenderne l'uso in previsione di un'operazione chirurgica o di un parto.

Articolo tratto da Aam Terra Nuova - Febbraio 2008























 

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