Il ritorno dell'elettroshock

Sono sempre più numerosi coloro che chiedono di estendere l'uso della terapia elettroconvulsivante, in stridente contrasto - secondo Psichiatria Democratica - con tutto quanto è stato realizzato fino ad oggi.

05 Giugno 2008
Sconfiggere questo ritorno al passato, secondo il professor Emilio Lupo, è un obbligo collettivo.
C'è qualcuno che in Italia oggi vuole estendere l'utilizzo dell'elettroshock; che vuole usare questo shock elettrico per trattare un numero più alto di casi autorizzando molti più centri ad attuarlo; ma c'è qualcun altro che fermamente si oppone a questa scelta considerandola pericolosa e non necessaria. Così ancora una volta si fronteggiano le due anime della psichiatria italiana: una con a capo, tra gli altri, il professor Giovan Battista Cassano; l'altra, molto più basagliana, alla cui guida ideale potremmo porre il professor Emilio Lupo, segretario nazionale dell'associazione Psichiatria Democratica (www.psichiatriademocratica.com).

Il fronte si è aperto quando, alcuni mesi fa, un gruppo di psichiatri, tra cui appunto Cassano, ha inviato all'allora ministro della salute, Livia Turco, una petizione con la quale si chiedeva di estendere l'utilizzo della cosiddetta terapia elettroconvulsivante a un numero maggiore di casi, affermando che gli effetti collaterali sono praticamente nulli. Il dibattito si è subito innescato e Psichiatria Democratica non ha esitato ad intervenire definendo quanto meno preoccupanti queste richieste.
E sono giunte, quelle sì come uno shock, le voci di chi quella pratica l'ha subìta su di sé: «Era una barbarie, una sevizie, una tortura» ha detto la poetessa Alda Merini delle sue scosse, ricordando il suo passato di disagio mentale.
O ancora la voce di una delle più grandi poetesse americane del '900, Silvia Plath: «Qualcosa mi atterrò e mi scossi... credevo che le mie ossa si sarebbero spezzate e la linfa ne sarebbe fluita fuori. Mi chiedevo quale orribile colpa avessi mai commesso...».
C'è anche chi ha visto dietro l'appello alla Turco un ulteriore tentativo di dare linfa ai settori privati della sanità a scapito dei servizi pubblici e chi ha ricordato, come Luigi Cancrini, che il progressivo abbandono dell'elettroshock è avvenuto per la sua scarsa efficacia e per la sua pericolosità. Il professor Emilio Lupo è fortemente contrario alla diffusione di questa pratica e le sue ragioni, a nome di una larga fetta di professionisti, le spiega in maniera chiara e precisa.

La versione completa dell'articolo "Il ritorno dell'elettroshock" di Claudia Benatti è disponibile sul numero di Giugno di Salute è.

Acquista ultimo numero

Abbonati alla rivista

Acquista un arretrato

I libri di AAM TERRA NUOVA

Visita lo shop on line















di Claudia Benatti

Il ritorno dell'elettroshock
  • Attualmente 2.5 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 2.5/5 (1 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!