Kinesiopatia

Con il termine di Kinesiologia Transazionale, viene indicata una specifica branca della Kinesiologia Applicata che presenta numerosi elementi comuni con altre discipline delle medicine non convenzionali come la Naturopatia, l'Omeopatia, l'Osteopatia (lettura degli schemi corporei, Terapia Cranio-Sacrale, fitoterapia, terapia della nutrizione...

06 Luglio 2006
Per la Kinesiopatia non esiste una manifestazione emotiva o psicologica che non sia accompagnata da manifestazioni fisiche di adattamento o di difesa. Contemporaneamente, il perdurare di situazioni di malessere fisico, le patologie disfunzionali, le "cisti energetiche" sono sempre associate a vissuti emotivi bloccati nel corpo e che mantengono il corpo in un atteggiamento di difesa nei confronti delle sofferenze che queste emozioni potrebbero generare. A questo si associa il riconoscimento di una predisposizione individuale, di un terreno facilitante nei confronti delle manifestazioni disfunzionali e patologiche, che rappresenta il modello di come noi ci poniamo nei confronti degli stress che affrontiamo ogni giorno: una sorta di tipologia emotiva che incide profondamente sui nostri modelli di reazione ed adattamento alle esperienze della vita.

Schemi comportamentali
Ognuno di noi mette in atto, nelle situazioni di malessere e di stress, degli schemi comportamentali; vengono attivate correlazioni fra aspetti organici o sistemici e le sfere emotive, attraverso la relazione fra i meridiani dell'agopuntura e gli ambiti relazionali ed emotivi. Tali meccanismi portano in ognuno all'instaurazione di spirali "negative" o circoli viziosi che ci accompagnano nel percorso discendente della malattia e che ne incrementano il peggioramento.
Il cammino verso il benessere consiste anche nel creare "circoli virtuosi" che premino il nostro corpo liberando l'innata capacità di autoguarigione. Le liberazioni ottenibili dal trattamento kinesiopatico, l'allentamento delle tensioni emotive o posturali, le tecniche di unwinding fasciale o il processo di rilascio somatoemotivo, permettono al corpo di evincersi dai meccanismi compensativi ed antalgici che spesso sono fra le cause del perdurare delle malattie o delle patologie disfunzionali, creando le premesse perché l'innata saggezza corporea possa esprimersi pienamente. La conoscenza dei modelli comportamentali è fondamentale per il Kinesiopata per poter meglio comprendere come possano essere ridotte le potenziali sorgenti di stress o aiutare la persona a rivalutare il proprio stile di vita: ognuno di noi ha delle aree di minor resistenza, delle zone corporee di debolezza, organi o visceri più sensibili, parti della propria vita emotiva in grado di incidere maggiormente sul nostro equilibrio psicofisico.
I Kinesiopati, pur tenendo in considerazione la diagnosi eseguita da un medico o da un ortopedico, considerano il corpo come un insieme armonico e non come una serie di segmenti distinti, tutto ciò porta ad avere una visione terapeutica sostanzialmente differente. Per questo motivo, la diagnostica kinesiopatica differisce sostanzialmente da quella ortopedica ed il Kinesiologo non si occupa solo di dolori muscolari od articolari, ma di alimentazione, di stress emotivi, di differenti forme di "malattia" guardandole non come patologie, ma come espressione di uno squilibrio dell'insieme armonico. Il rapporto stesso con la muscolatura è sostanzialmente differente: il Kinesiologo/Kinesiopata utilizza i muscoli come strumenti diagnostici, come indicatori "neurologici", per valutare le risposte corporee ed energetiche a differenti tipi di stress, siano essi fisici o strutturali, biochimici, energetici o anche emotivi e spirituali.

di Admin

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