L'ansia dello studente

L'ansia è un evento psichico fisiologico, il momento di preparazione dell'organismo ad un allarme, dunque è un fenomeno normale che tutti proviamo sebbene in misura e frequenza variabile.

26 Settembre 2007



La reazione d'allarme è necessaria e normale nell'uomo come negli animali per la sopravvivenza; quando accade, nell'organismo avvengono precise modificazioni chimiche quali l'iperproduzione di noradrenalina in alcune zone cerebrali e adrenalina da parte dei surreni, che producono modificazioni fisiche generali in modo da consentire d'affrontare nel modo ottimale la minaccia tramite l'attacco (eliminazione diretta del pericolo) o la fuga (l'allontanamento dalla minaccia).
Nel bambino l'ansia rappresenta una tappa fondamentale della crescita: il distacco dai genitori, ma contemporaneamente l'adattamento e la socializzazione.

Durante la reazione d'allarme, si assiste anche a una ridistribuzione del sangue per cui questo affluisce maggiormente nei distretti corporei che ne hanno più bisogno per la reazione d'attacco o la fuga, quali il tessuto muscolare e cerebrale.
Aumenta la frequenza del battito cardiaco e anche il respiro, per ossigenare al meglio i tessuti coinvolti. La pupilla si dilata, migliora il livello di attenzione e la qualità della prestazione.
Tutti questi fenomeni sono perfettamente normali e fisiologici; l'ansia consente e facilita la sopravvivenza, ha dunque un'importante funzione adattativa.
Più esattamente, l'ansia è considerata fisiologica, quando è di breve durata ed è giustificata dall'attualità stessa del suo oggetto.

E' invece patologica quando si prolunga e assume l'aspetto di un pericolo imminente senza l'identificazione di un oggetto che sia legittimo, fino a raggiungere livelli di angoscia e di fobia, diversa dalla pau-ra che si riferisce ad un pericolo immediato, esterno e reale che porta a reazioni di difesa.
L'ansia patologica è quella che raggiunge livelli tali da produrre effetti negativi, si prolunga nel tempo e riduce la performance fino all'impossibilità di ogni prestazione e alla paralisi. Quando accade questo, l'ansia invade non solo la vita fisica, ma anche quella relazionale e psichica. Nelle forme più lievi il soggetto si sente a disagio, teso, inquieto, insoddisfatto.
Nelle forme più gravi si possono provare sensazioni di irrealtà, sbandamento e vertigine, come se le gambe non reggessero e si perdesse il senso dell'equilibrio.

Il panico è la forma più acuta, intensa, ha spesso la caratteristica L'ansia ha manifestazioni molteplici che si associano ad una ricca sintomatologia. I sintomi possono essere psicomotori, psichici, emotivi, somatici.
Possono presentarsi come arrossamento al volto, difficoltà respiratoria, forte stanchezza o facile affaticamento, irrequietezza, incubi, minzioni frequenti, nausea e vomito, palpitazioni, sudorazioni eccessive, svenimenti, tremori, vertigini, oppressione toracica, dolori sternali, contratture muscolari, meteorismo, freddolosità, pesantezza agli arti inferiori, abbassamento della libido.
Sedare la sintomatologia ansiosa con psicofarmaci non significa mai guarire dall'ansia, cioè dalle sue cause prime, inoltre può provocare frustrazione quando dopo sospensione il sintomo ricompare.

L'ansia dello studente prima di un esame è dunque fisiologica e serve ad aumentare il livello di attenzione e quindi di prestazione; il disagio, la tensione, l'inquietudine sono il segnale dell'adrenalina in circolo che consentirà di superare al meglio la prova. Quando invece è eccessiva, l'ansia riduce la lucidità mentale e la concentrazione fino ad arrivare ad una vera e propria sintomatologia fisica e al blocco totale. In ogni caso, le sensazioni provocate non sono mai pericolose: il polso corre, il cuore batte forte, la nausea, o le vertigini, il desiderio di piangere o di gridare o battere sul tavolo non sono segni di malattia pericolosa.
Le situazioni che evocano l'ansia non sono mai oggettivamente pericolose e solitamente questa compare solo quando la persona che si trova di fronte ad una sfida, come può essere un esame, tende ad ingigantirne le difficoltà.

di Catia Trevisani

L’ansia dello studente
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