La Corte Costituzionale boccia la legge piemontese sulle professioni bionaturali

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza n. 424 - Anno 2005 - Regolamentazione delle discipline bio-naturali.
Ribadito il limite regionale a legiferare sull'individuazione delle figure professionali.
Riferimento alla legge della Regione Piemonte n. 13 del 2004 sulle cosiddette ''discipline bio-naturali''.

30 Novembre 2005

 
Roma 25 novembre

Le Regioni non possono legiferare sull'individuazione delle figure professionali e l'istituzione di nuovi albi, competenze che sono riservate allo Stato.

Nuova decisione dei giudici della Consulta sul limite del potere regionale in campo professionale con la sentenza 424 depositata il 25 novembre.

I giudici della Consulta hanno accolto un ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri contro la legge della Regione Piemonte n. 13 del 2004.

La legge è stata dichiarata incostituzionale nella parte in cui (articoli da 1 a 9) ha provveduto ad una sistemazione delle cosidette ''discipline bio-naturali'', definite come le ''pratiche che si prefiggono il compito di promuovere lo stato di benessere ed un miglioramento della qualità della vita della persona" mediante ''l'armonizzazione della persona con se stessa e con gli ambienti sociale, culturale e naturale che la circondano''.

La legge ha istituito il ''registro'' degli operatori'' di queste discipline e pratiche, regolamentando anche procedure e requisiti per l'iscrizione; ha demandato alla Giunta regionale l'identificazione delle ''discipline bio-naturali''; ha istituito una apposita Commissione permanente; ha stabilito sanzioni amministrative per coloro che esercitano l'attività senza essere iscritti al registro regionale o esercitano una disciplina bio-naturale diversa da quella per la quale risultano iscritti nel registro.

''L'impianto generale, lo scopo esplicito ed il contenuto della legge - hanno fatto osservare i giudici della Consulta - rendono evidente che l'oggetto della normativa va ricondotto alla materia delle 'professioni' contemplata dall'articolo 117 della Costituzione''.

Ebbene: ''nel vigore della riforma del Titolo V, Parte seconda, della Costituzione, continua a spettare allo Stato la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente''; e ''ove non ne siano stati formulati di nuovi, la legislazione regionale deve svolgersi nel rispetto di quelli comunque risultanti dalla normativa statale già in vigore. Da essa non si trae alcuno spunto che possa consentire iniziative legislative regionali nell'ambito cui si riferisce la legge impugnata". (www.cittadinolex.it)

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di AAM Terra Nuova

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