La tosse che libera

I meccanismi, le cause fisiche e psicologiche, i legami con l'alimentazione di uno dei disturbi più comuni

03 Dicembre 2004

La tosse è un meccanismo di difesa che l'organismo utilizza per ripulire l'albero tracheobronchiale dalle secrezioni e dai corpi estranei. Si inizia con una profonda inspirazione, in fase espiratoria si chiude la glottide, si rilascia il diaframma, per poi contrarre i muscoli respiratori contro la glottide in modo da produrre la massima pressione positiva intratoracica e nelle vie aeree. Questa pressione determina un restringimento della trachea e quando poi si apre la glottide. L'elevata differenza di pressione tra le vie aeree e l'atmosfera, sommata al restringimento della trachea, provoca un forte flusso d'aria in uscita che è in grado di liberare le vie respiratorie. 

Un meccanismo di difesa 
Gli stimoli che provocano la tosse possono essere: meccanici, corpi estranei, polveri irritanti, compressione delle vie aeree dall'esterno o dall'interno (tumori, ecc.); chimici, come gas irritanti, compreso il fumo di sigaretta e fumi chimici; termici, come l'inalazione di aria molto fredda o molto calda; infiammatori, come nel caso di un'infiammazione della mucosa respiratoria, a cui si può aggiungere l'irritazione dovuta a secrezioni. Anche la secrezione di muco è un meccanismo di difesa, in quanto consente di intrappolare particelle, polveri e germi, per poi eliminarli grazie al movimento continuo delle ciglia della mucosa respiratoria verso l'esterno. Al contrario, quando le secrezioni sono troppo dense o eccessive, la respirazione può essere difficoltosa. La tosse può ripulire le vie respiratorie alte come nelle laringiti e nelle tracheiti, oppure può essere più profonda per drenare i bronchi e i bronchioli come nelle bronchiti e nelle bronchioliti, fino ad arrivare a ripulire gli alveoli come nelle polmoniti e negli ascessi polmonari. 

Tipi di tosse 
La tosse può essere irritativa, secca, senza produzione di muco, oppure può essere produttiva, con l'eliminazione di secrezioni ("escreato"), che possono essere scarse, abbondanti, fluide o dense, talora appiccicose, bianche, giallastre o verdastre, talora putride, inodori o maleodoranti; possono comparire o meno tracce di sangue. In alcuni casi il ristagno del muco può non solo disturbare la respirazione, con una riduzione della ventilazione, ma può anche provocare una sovrinfezione batterica, per cui si ha febbre alta, catarro giallo putrido e maleodorante. In una patologia particolare detta bronchiettasia, vi è una predisposizione genetica e una debolezza costituzionale dell'albero bronchiale, al punto che si arriva alla formazione di piccole sacche ripiene di catarro e pus lungo l'albero bronchiale, con danni e lesioni organiche per le continue infezioni che caratterizzano questa problematica di tipo cronico. La bronchite cronica del fumatore è dovuta allo stimolo irritativo continuo che il fumo produce sull'albero respiratorio. Inoltre, le particelle di catrame si depositano in profondità negli alveoli polmonari, impegnando continuamente il sistema immunitario in un'eliminazione che non ha mai fine; nel tempo i polmoni e l'intero albero bronchiale si indeboliscono. 

Tosse e personalità 
Ci si può ammalare di tosse, dunque, per varie ragioni. Più frequentemente si tratta di sbalzi di temperatura. La causa può essere esterna, il clima freddo quando non ci si è coperti sufficientemente: in tal caso si guarisce rapidamente. Vi possono essere invece dei soggetti particolarmente predisposti alle malattie da raffreddamento ed in particolare alla tosse, che ne soffrono facilmente e guariscono più lentamente degli altri: si tratta dei cosiddetti tipi polmonari o tubercolinici, costituzionalmente più deboli a livello di sistema respiratorio e caratterizzati psicologicamente da una forte sensibilità; sono idealisti e soffrono particolarmente per le ingiustizie, si entusiasmano, si "innamorano" facilmente idealizzando persone e situazioni; sono fisicamente abbastanza esili e poco coloriti, amano particolarmente le passeggiate nei boschi durante le quali si rigenerano e si ossigenano.

di Catia Trevisani

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