Le imperfezioni, secondo l'ortodonzia naturale

Sempre più spesso si ricorre all'installazione di apparecchi ortodontici per correggere difetti dei denti, ignorando che in molti casi la risoluzione di tali imperfezioni richiede un approccio più complessivo alla salute dell'individuo.

24 Luglio 2007



Nascere con tutti i denti in posizione perfetta, con il cranio allineato armonicamente al resto del corpo per il migliore funzionamento del tutto, è desiderio di ciascuno di noi. Nella migliore delle ipotesi, la linea superiore e quella inferiore dovrebbero essere coincidenti, l'occlusione di 1ª classe senza alcun problema di morsi incrociati e morsi aperti, nessun affollamento, né discrepanze scheletriche.
Anche l'appartenenza a gruppi razziali o etnici diversi dovrebbe al massimo comportare una differente biprotrusione (1) che varia da 1-2 mm, più o meno overbjte (2) od overjet (3) e la tendenza ad avere un po' di diastemi (4).

Cattive abitudini

Tutte le altre imperfezioni non sono né di origine ereditaria, né dovute alla sfortuna, né a problemi di frenuli congeniti o affollamento iatrogeno o a indice di Bolton errato oppure al gene paterno che regola la dimensione della mandibola o al gene materno che determina la dimensione dei denti, o a errata conformazione scheletrica, sono semplicemente acquisiti, quindi per lo più trattabili e reversibili. Persino la fantomatica "memoria dei denti" é una bufala, perché le recidive dentali (5) avvengono per abitudini muscolari scorrette.
Se quindi potenzialmente potremmo essere perfetti, perché non lo siamo? Le cause dell'insorgere delle malocclusioni sono da ricercare principalmente nei seguenti fattori:

• Traumi. Trauma da parto, traumi fisici del bambino e dell'adulto sia alla testa che al rachide, coccige compreso, ecc.
• Cattive abitudini muscolari. Deglutizione atipica (causa, non effetto di malocclusione), insufficiente allattamento al seno, insufficiente o inadatto sviluppo neuro-motorio (per esempi il bambino ha gattonato troppo o troppo poco), ecc.
• Vizi e tic. Per esempio, succhiando il pollice, il piccolo cerca di stimolare la sutura palatina e di gratificarsi psicologicamente, questo vizio neuro-muscolare può comportare delle malocclusioni.
• Atteggiamenti psichici. Le tensioni emotive influenzano il tono muscolare; se é vero che quando diventiamo aggressivi protrudiamo la mandibola, quest'atteggiamento continuo di dover essere aggressivi dettato da motivazioni di sopravvivenza (in un ambiente familiare poco amorevole per esempio) crea a lungo andare un fenotipo, ovvero un'espressione anatomica visibile, di aggressività.

Apparecchi fissi e mobili

Ovviamente non é sufficiente eliminare le cause sopra descritte per ottenere un'occlusione perfetta, però considerarle è di grande aiuto per accelerare la cura, evitare recidive e giungere in certi casi a dei risultati "incredibili". Comunemente si ricorre all'uso di apparecchi ortodontici, in tal caso si chiede di far particolare attenzione alla loro corretta applicazione perché il loro cattivo uso potrebbe creare problemi seri come la deglutizione atipica nel caso di placche e se ci si serve di altri apparecchi mobili è bene scegliere quelli che non limitano lo spazio della lingua o bloccano la respirazione craniale come nel caso degli archi continui mascellari usati nella straight wire technique o meglio ancora nella straighter wire technique di Douglas Toll.
Nella scelta delle apparecchiature fisse si consiglia di prendere in considerazione la segmented arch technique, e le applicazioni proposte da Charlie Burstone, Birthe Melsen o Fontanelle.

Intervento cranio-sacrale

Nella cura delle imperfezioni ortodontiche grandi benefici si ottengono con i trattamenti cranio-sacrali. Il paziente ortodontico andrebbe sempre inviato dopo la prima visita dal terapista cranio-sacrale, dopo un esauriente confronto accademico tra queste due figure professionali. Per poter operare efficacemente è importante da parte dei due riconoscere le proprie competenze, quindi stabilire una comunicazione immediata per trovare risposta anche ad eventuali perplessità.

di Antonio Miclavez

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