PA TUAN CHIN: terza puntata

In questo numero illustriamo l'esercizio «Tsu Yu k'ai Kung», ovvero l'arte di tendere l'arco.

05 Maggio 2006

Proseguiamo l'esplorazione di questa antica ginnastica cinese, il Pa Tuan Chin, le cui precedenti puntate sono state pubblicate su Salute è (dicembre 2004 e marzo 2005).

In questo numero vi proponiamo: TSU YU K'AI KUNG, tendere l'arco a sinistra e a destra.

La seconda tecnica della prima serie di esercizi della ginnastica tradizionale cinese (Pa Tuan Chin Ti I Lu) si chiama Tsu Yu K'ai Kung, espressione che letteralmente significa: a sinistra (Tsu) e a destra (Yu) aprire o tendere (K'ai) l'arco (Kung).
I grandi maestri di arti marziali cinesi nei loro scritti, parlando dell'accumulo e dell'emissione di energia, spesso si riferiscono al tiro con l'arco. In un'opera (Spiegazione della pratica fisica e mentale delle tredici tecniche dinamiche), tradizionalmente attribuita al grande maestro Wang Tsung Yueh che visse nel diciottesimo secolo, per esempio possiamo leggere: «Accumulare la forza interna è come tendere un arco, emetterla è come scoccare una freccia».

La seconda tecnica di Pa Tuan Chin viene eseguita nel seguente modo:

1. Partendo dall'ultima posizione del primo esercizio (si veda la figura 10 in Salute è, marzo 2005, pag. 26) spostare la gamba sinistra e assumere la posizione del cavaliere (Ma Pu); contemporaneamente tendere il braccio sinistro e piegare il braccio destro come illustrato nella figura 1.
Si noti la forma particolare delle mani con indice e medio ben tesi mentre le altre dita sono piegate (figura 4). È ovvio che la mano sinistra tiene idealmente l'arco mentre le due dita della mano tese rappresentano la punta della freccia che sta per essere scoccata.
La mano destra tira la corda dell'arco e contemporaneamente regge una seconda freccia (quella di riserva).

Bisogna inspirare nella fase iniziale (quando il braccio sinistro non è ancora teso) ed espirare nella fase finale (quando il braccio sinistro si tende). Non dobbiamo dimenticare che la respirazione deve essere sempre addominale profonda. Per facilitare la circolazione dell'energia interna (Ch'i) bisogna anche serrare i glutei.
Gli antichi maestri dicevano infatti che serrando i glutei e tenendo il Ch'i basso (ossia adottando la respirazione addominale) il tronco e le gambe diventano una sola cosa e l'energia interna può allora scorrere lungo i quattro arti.
Nella posizione del cavaliere dobbiamo essere stabili come una montagna o come una quercia ben radicata al suolo.
Ciò si ottiene grazie al flusso di energia interna che scorre verso il basso lungo le gambe.....

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Terra Nuova Settembre 2005 - Formato Elettronico (PDF)

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di Roberto Fassi e Ignazio Cuturello

PA TUAN CHIN: terza puntata
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enzamarchesi

28/01/2009 11:23

sono un abbonata, vorrei sapere in che aam è stato pubblicato questo articolo
ringrazio e saluto

Giuseppe

29/08/2007 23:28

le spiegazioni dei due grandi Maestri Fassi e Cuturello non si smentiscono mai,sono sempre esaurienti.grazie e ancora grazie

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