Stop 5G, il dossier-denuncia: "La scuola elettromagnetica"

L'Osservatorio Scuola dell'Alleanza nazionale Stop 5G ha prodotto il documento dal titolo "La scuola elettromagnetica", che mette in guardia dalle insidie e dai pericoli dell'esposizione ai campi elettromagnetici dei bambini e ragazzi nelle scuole. Il rapporto è scaricabile nella versione integrale.

11 Novembre 2019

L'Osservatorio Scuola dell'Alleanza nazionale Stop 5G ha prodotto il documento dal titolo "La scuola elettromagnetica. Il pericolo invisibile tra i banchiWi-Fi, LIM, Byod e 5G", che mette in guardia dalle insidie e dai pericoli dell'esposizione ai campi elettromagnetici dei bambini e ragazzi nelle scuole. Il rapporto è scaricabile nella versione integrale in fondo all'articolo.

L'Osservatorio Scuola «è composto da personale docente-insegnante assegnato a vario titolo nella scuola pubblica italiana e nasce per individuare criticità ambientali derivabili dall'irradiazione wireless nelle aule, per fornire agli organi istituzionali suggerimenti utili per la precauzione, in difesa della salute di alunni e personale del comparto scuola» spiega Maurizio Martucci, portavoce dell'Alleanza Stop 5G e autore del libro "Manuale di autodifesa per elettrosensibili" .

«L'azione di sensibilizzazione e informazione sui problemi legati alla tecnologia wireless nella scuola italiana non può prescindere dalla realtà del contesto scolastico: colpisce l'assenza di un approccio critico nei confronti dell'uso diffuso di connessioni senza cavo - si legge nel rapporto - Negli ultimi anni gli operatori scolastici hanno conosciuto una presenza crescente di strumentazioni digitali nei luoghi di lavoro, alle quali si aggiunge una diffusione capillare di Smartphone e Tablet per uso personale, senza alcun tipo di problematizzazione sanitaria, cioè senza un'adeguata considerazione degli effetti sulla salute umana, sia per i lavoratori (insegnanti e personale ATA) che per gli utenti (studenti). In effetti, l'introduzione della tecnologia digitale tout court (via cavo e non) rispetta 'sulla carta' i parametri di legge ma, una maggiore attenzione alla questione salute impone di rivedere il quadro normativo, anche alla luce dell'imminente messa a regime della tecnologia 5G».

«Da una significativa parte della comunità medico-scientifica continuano gli appelli ad abbassare i limiti di legge che, al contrario, dovrebbero molto probabilmente tendere ad aumentare in seguito agli interessi legati al 5G che, per funzionare a pieno regime, ha bisogno di superare l'attuale limite di legge di 6 V/m - prosegue il Rapporto - Tutto ciò appare enormemente pericoloso se si presta attenzione alle raccomandazioni di chi reclama l'applicazione del principio di precauzione e un limite di sicurezza non superiore a 0,2 V/m. Se poi, si considera la beffa del protocollo di misurazione dell'elettrosmog che ha introdotto dal 2012 una misurazione non più su un intervallo di 6 minuti, bensì su una durata di 24 ore, allora il problema diventa inquietante.Nel caso specifico della scuola, i segnali di segno opposto alla diffusione acritica delle tecnologie digitali arrivano prevalentemente dall'esterno».

Il documento dell'Osservatorio Scuola prosegue affermando: «I medici per l'ambiente di ISDE Italia nel Rapporto del 2019 affermano: “è necessario un divieto di installazione di reti Wi-Fi negli asili e nelle scuole frequentate da bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni, posto che la precoce esposizione a determinate radiofrequenze rappresenta un aumentato rischio di sviluppo di cancro per effetto dell'accumulazione e perché studi su animali hanno dimostrato disturbi neuro-comportamentali associati a questo tipo di esposizione“. Ma all'interno della scuola le politiche istituzionali spingono invece verso un crescente utilizzo delle tecnologie senza cavo (Wi-Fi, Tablet, LIM), come confermano gli interventi, negli ultimi anni, dei vari governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi che, senza porre la questione da un punto di vista prettamente socio-sanitario, unitamente al flusso dei PON europei hanno veicolato tecnologia digitale wireless in ogni ordine e grado di istruzione scolastica. E, per il futuro, non rassicura certo l'affare da 6,55 miliardi di euro concluso nel 2018 dal governo Conte con le multinazionali della telefonia mobile per la vendita all'asta delle radiofrequenze del 5G».

«In conclusione possiamo affermare che la tecnologia wireless, entrata istituzionalmente nella scuola italiana negli ultimi anni, impone un'attenzione particolare in quanto, aggiungendosi all'uso diffuso di strumenti personali (Smartphone e Tablet) da parte di quanti sono presenti negli ambienti scolastici (studenti e lavoratori), si profila come problema ineludibile di SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO».

di Terra Nuova

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