Vaccini, morbillo, obbligo: voci, annunci e contraddizioni

Il più stretto collaboratore del ministro Grillo annuncia una campagna massiccia per vaccinare contro il morbillo 800mila giovani e dichiara che l'obbligo vaccinale sarà mantenuto; ma il ministro dell'Interno si affretta ad affermare che, secondo lui, la scelta di vaccinare dev'essere responsabilità dei genitori. Contraddizioni e rilanci in un caos che confonde. E piovono critiche sul disegno di legge 770...

17 Novembre 2018

Il ministero della Salute sta mettendo a punto un piano per vaccinare contro il morbillo (più parotite e rosolia, il vaccino è trivalente) 800 mila giovani tra i 16 e i 30-35 anni; lo fa sapere lo stretto collaboratore del ministro Grillo, Vittorio Demicheli. Al piano di vaccinazione di massa stanno lavorando, oltre al Ministero, anche Iss, Aifa, Agenas e Ordini dei medici; dovrebbe essere pronto entro fine anno e dovrà passare attraverso un’intesa Stato-Regioni.
E le modalità studiate dal Nitag (Gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni), coordinato proprio da Demicheli, non hanno mancato di sollevare critiche e proteste. È infatti allo studio una serie di incentivi alle vaccinazioni che vanno dalla concessione di crediti universitari extra per chi si fa somministrare i vaccini, fino alla maggiorazione dei punteggi ai concorsi o ai punti sulla patente. Insomma, premi in cambio di vaccini. 
Intanto, è al vaglio della commissione parlamentare anche il disegno di legge 770 che non elimina l'obbligo (esteso dalla legge Lorenzin a dieci vaccini), ma lo rende "flessibile" ed estendibile di fatto a tutte le vaccinazioni e a tutte le età.  
“L'obbligo per le nuove generazioni sarà mantenuto" ha affermato Demicheli in un'intervista a Sanità24. Il piano, ha aggiunto Demicheli, dovrebbe essere pronto entro gennaio, e dovrebbe affrontare anche il capitolo riguardante la vaccinazione degli operatori sanitari.

Di diverso avviso è invece il ministro dell'Interno leghista Matteo Salvini.

“Sui vaccini penso che sia responsabilità dei genitori decidere cosa è bene e cosa no. In Svizzera, che è un Paese civile, non esiste alcun obbligo ma la popolazione è informata”. Così le anticipazioni ieri, su Quotidiano Sanità , delle dichiarazioni del vicepremier e ministro dell'Interno a`Nemo-Nessuno escluso´ su Rai 2.
“In Italia è stato fatto un errore - aggiunge - si è passati da poche vaccinazioni ad un numero che non esiste da nessun'altra parte. Il dubbio che qualcuno abbia fatto un favore alle case farmaceutiche viene, ma io nel dubbio ho comunque vaccinato i miei figli. Su alcune malattie il vaccino c’è e ci deve essere, per altre penso ci debba essere libertà di scelta dei genitori. L'eccesso - conclude - secondo me non funziona mai”.

Sul piano annunciato da Demicheli interviene anche l'associazione Corvelva, che chiede la libertà di scelta.

«Correva l’anno 2012 - dicono dal Corvelva - Ai tempi Demicheli pubblicava su Cochrane Database of Systematic Reviews, una Intervention Review dal titolo “Vaccines for measles, mumps and rubella in children.” Ci chiediamo cosa sia avvenuto da allora e come si connette la sua recente dichiarazione con lo studio pubblicato nel 2012. Come si può, ravvisando e avendo certezza che non vi sono dati sulla sicurezza del vaccino MPR, proporlo a più soggetti di quanti la Lorenzin ha fatto? Ecco la traduzione delle conclusioni dell’Intervention Review firmata da Demicheli nel 2012: “La progettazione e la segnalazione dei risultati di sicurezza negli studi sui vaccini MPR, sia pre e post-marketing, sono in gran parte inadeguati. L'evidenza di eventi avversi dopo l'immunizzazione con il vaccino MMR non può essere separata dal suo ruolo nella prevenzione delle malattie bersaglio”».

Ora si tratterà di capire come effettivamente procederà il governo, anche per permettere alle famiglie di chiarirsi le idee.

Vaccini, guida per una scelta informata

È uscito il libro "Vaccini, guida per una scelta informata" (Terra Nuova Edizioni, ORDINABILE QUI ): traduzione e adattamento del libro del giornalista americano Neil Z. Miller.

Sulle vaccinazioni spesso si hanno poche informazioni e raramente sono precise, complete e trasparenti.

La scelta vaccinale rischia quindi di diventare una questione di “tifoseria”, secondo lo slogan che in tv viene gridato più forte. Mentre è bene invece che sia una scelta ponderata e basata su dati ed evidenze scientifiche, anche quelle “scomode”, perché in letteratura ci sono. È questo il lavoro che Neil Z. Miller compie nel suo libro, in cui ha raccolto, analizzato, ordinato e presentato informazioni ad ampio spettro sui vaccini, soprattutto quelli per l’infanzia.

di Terra Nuova