Camilla: l'emporio di comunità ha festeggiato i suoi primi passi

Una festa molto partecipata quella che si è svolta nei giorni scorsi alla scuola popolare di Musica Ivan Illich di Bologna, per celebrare, a un anno dall'inizio delle attività, la costituzione in cooperativa del primo emporio di comunità italiano: Camilla.

28 Maggio 2018

Ispirato all'esempio di spacci autogestiti già da tempo funzionanti, come quello di Park Slope Food Coop a Brooklyn o Bees Coop a Bruxelles, Camilla si profila come un importante punto di distribuzione di cibo etico e di qualità.

I suo soci, allo stesso tempo proprietari, gestori e clienti, svolgeranno questi ruoli a rotazione, impegnando tre ore al mese del loro tempo nella conduzione del progetto. Essi decideranno insieme da quali produttori acquistare i beni che qui  verranno distribuiti, in quella che possiamo individuare come una nuova frontiera del gruppo di acquisto solidale.

Sostenendo i piccoli produttori locali e l'agricoltura contadina, Camilla  si prefigge di fornire beni di alta qualità ad un prezzo contenuto, dato che non ci  saranno intermediatori, e di corrispondere il giusto compenso ai lavoratori. Un'idea semplice ma incisiva, che unisce il mutualismo alla scelta consapevole dei prodotti che si vogliono consumare, muovendo dal presupposto che solo facendo rete e coinvolgendo in prima persona i consumatori è possibile costituire filiere alternative e potenzialmente indipendenti dal mercato convenzionale.

Nell'arco della giornata il gruppo costituente ha fatto il punto su una realtà che ha già raccolto 450 soci e ha annunciato il 21 giugno come data per la fondazione della cooperativa. Questo sarà il primo passo verso la concretizzazione del progetto, che porterà poi all'apertura dello spazio distributivo in autunno, in uno dei locali che il gruppo sta già individuando per questo scopo.
La giornata è stata un'occasione per conoscere alcuni dei produttori che la cooperativa distribuirà: quelli locali, quali il birrificio contadino Fermenti Sociali, o Le gemme del bosco, con le sue piante officinali e di erboristeria, e quelli internazionali, come il caffè dei piccoli produttori di Chiapas e Guatemala Tatawelo; i prodotti fairtrade della Cooperativa Ex-Aequo e il cous-cous e l'argan della cooperativa di donne rurali del Marocco e per un turismo responsabile Amici senza frontiere.

Camilla cercherà di fornire la maggior parte dei beni di cui i soci hanno bisogno, evitando quanto più possibile l'acquisto nella grande distribuzione. Il coinvolgimento di produttori internazionali vuole rispondere alla volontà di valorizzare non solo la filiera corta, ma anche quella di prossimità di intenti con  altre zone geografiche.

La partecipazione è stata numerosa anche da parte delle realtà vicine a Camilla, come Campi Aperti, Associazione per la Sovranità Alimentare, che, insieme al Gruppo d’Acquisto Solidale Alchemilla, ha lanciato il progetto dell'emporio.
Durante tutta la giornata molte attività per bambini e adulti si sono svolte nei numerosi spazi di incontro e socialità, guidate dalla voce di Andrea Acciai e le musiche di Francesco Paolino, che con la loro rivisitazione ironica e fiabesca di Italo Calvino hanno tessuto il filo rosso della festa. Il tutto è stato accompagnato dalla musica di Digei Franco e della Banda Roncati e si è concluso con il dibattito Mutualismo e cooperazione: un'idea antica e attuale, il ruolo (futuro) di Camilla, con Marco Semenzin e il gruppo bolognese della rivista Gli asini.

Gli organizzatori si sono detti soddisfatti di questa giornata riuscita anche sotto l'aspetto ecologico, dato che invitare le persone a portare le proprie stoviglie ha evitato inutili sprechi di materiale usa e getta. Un esempio di come insieme possiamo avere un impatto determinante sulla nostra quotidianità: Camilla ci insegna che coinvolgendoci in prima persona e collaborando con gli altri le cose possono davvero cambiare.

Le adesioni per partecipare alla gestione dell'emporio e diventare soci della cooperativa sono ancora aperte: per farlo basta scrivere a camilla@inventati.org

di Giuditta Pellegrini

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