Gestire la diversità e il conflitto

Un passo tratto dal nuovo libro di Terra Nuova Edizioni "Essere nel fuoco", gestire la diversità e il conflitto nel lavoro di gruppo come strumenti di trasformazione sociale.

14 Luglio 2011
Essere nel fuoco
di Arnold Mindell
pp. 381 - € 15.00
(per gli abbonati €13.50 )



Alla base di tutti i problemi del mondo ci sono delle persone, gruppi di persone in conflitto. Possiamo accusare i crimini, la guerra, le droghe, l'avidità, la povertà, il capitalismo e l'inconscio collettivo, ma la realtà è che i problemi derivano dalle persone. I miei insegnanti mi hanno sempre avvertito di evitare il lavoro con gruppi numerosi, perché indisciplinati e pericolosi. Secondo loro è possibile lavorare solo con piccoli gruppi, dove prevalgono le regole e l'ordine. Ma il mondo non è composto di piccoli, docili gruppi. Rafforzare le regole e l'ordine non è l'unica strategia per risolvere i problemi. Molti di noi hanno paura della violenza. Preferiamo insistere su comportamenti pacifici: tutti disciplinatamente in fila uno per uno, applicando le cosiddette Robert's Rules of Order (vedi nota 1). Parlare uno alla volta. Esaurire un argomento prima di passare al successivo.

Un ordine imposto non mette fine alle rivolte, non impedisce le guerre e non riduce i problemi mondiali. Al contrario, rischia di soffiare sul fuoco del caos collettivo. Se non offriamo all'ostilità un modo legittimo di esprimersi, essa imboccherà strade illegittime. Intento di questo libro è dimostrare che affrontare il fuoco del conflitto, invece di evitarlo, è uno dei modi più efficaci per risolvere le divisioni presenti a ogni livello della società: nei rapporti interpersonali, nel mondo degli affari e nel mondo in generale.

Le pagine seguenti vi introdurranno al lavoro interiore come via per superare la paura del conflitto. Vi offriranno una visione dei problemi individuali, storici e culturali che stanno alla base della violenza multiculturale, e alcuni strumenti necessari per lavorare con gruppi numerosi.
Il fuoco che divampa nella dimensione sociale, psicologica e spirituale dell'umanità può distruggere il mondo oppure trasformare il conflitto in comunità. Sta a noi scegliere. Possiamo evitare il conflitto oppure stare nel fuoco senza paura, intervenendo e impedendo che vengano ripetuti i più terribili errori della storia. Il Process Work, che verrà descritto nel primo capitolo, definisce l'uso creativo del conflitto come worldwork.

Quando terminai la prima stesura di questo libro, feci un sogno sull'inizio del nuovo millennio. Gli amministratori delle principali città del mondo si erano riuniti per discutere. A Vladivostok, Anchorage, Seattle, Chicago, Montreal, New York, Londra, Berlino, Helsinki, Stoccolma, Varsavia e Mosca si diceva: "Abbiamo provato di tutto e niente è servito. Proviamo questo nuovo worldwork. Apriamoci a ciò che sta accadendo nelle comunità, può darsi che possiamo dare inizio a un nuovo ordine mondiale". Nel mio sogno, le persone imparavano realmente a lavorare assieme.

Nel mondo reale attuale, benché i paesi del "primo" mondo abbiano sviluppato sofisticati sistemi di telecomunicazione che collegano qualunque punto del globo, i conflitti continuano a impedire la comunicazione vera. Nel sud del mondo, la voce soffocata degli oppressi rende difficili le interazioni e crea rivolte. Questa voce è il ruggito di sottofondo della vendetta dei popoli che non vengono ascoltati dai gruppi maggioritari del "primo" mondo. Quando l'energia di queste voci trabocca, i risultati vengono etichettati come 'rivolte locali' o 'proteste di una minoranza'. Chi prende le difese delle rivendicazioni di una minoranza viene spesso minacciosamente invitato da chi detiene il potere a cambiare direzione, come se il conflitto e la violenza latente, ignorandoli, scomparissero.

Ma la repressione porta a ulteriori rivolte e a ulteriori sofferenze. Questa è l'essenza del vecchio paradigma multiculturale: neghiamo i problemi e i problemi scompariranno. Allontaniamo e puniamo gli agitatori. Il mio sogno presagiva l'emergenza di un nuovo paradigma che sta già tentando di farsi strada nella coscienza dei più. Spero che questo libro vi stimoli a partecipare alla realizzazione di questo sogno.


Nota 1: Robert's Rules of Order, opera americana scritta da Henry Martyn Robert che tratta la procedura parlamentare, ossia le regole e le convenzioni necessarie al buon svolgimento di un'assemblea deliberante o di una riunione. (n.d.r.)


Testo tratto da pagina 29 e seguenti del libro.


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