Libera come una donna: in cammino per una società inclusiva

Libera come una donna è il progetto ideato da Barbara Cassioli e Valentina Costi per portare attenzione sulle numerose forme di limitazione della libertà che ancora oggi investono il mondo femminile. Percorrendo a piedi più di 400 km della via Francigena, da Lucca a Roma, dall'8 al 31 marzo le due attiviste vogliono rendere un tributo a Pippa Bacca, che in quegli stessi giorni del 2008 venne stuprata e uccisa in Turchia.

06 Marzo 2020

Libera come una donna è il progetto ideato da Barbara Cassioli e Valentina Costi per portare attenzione sulle numerose forme di limitazione della libertà che ancora oggi investono il mondo femminile. Percorrendo a piedi più di 400 km della via Francigena, da Lucca a Roma, dall'8 al 31 marzo le due attiviste vogliono rendere un tributo a Pippa Bacca, che in quegli stessi giorni del 2008 venne stuprata e uccisa in Turchia durante la performance Spose in Viaggio, con cui voleva promuovere la pace e la fiducia nel prossimo  attraversando in autostop paesi in guerra. Come l'artista milanese, durante il cammino anche Barbara e Valentina indosseranno un abito da sposa, simbolo delle pressioni sociali e dei ruoli imposti alle donne e a tutta la comunità.

“Quello che è successo a Pippa Bacca in una situazione che può essere definita di straordinarietà, e che le è stata anche criticata da chi pensa che “se l'è cercata”, in realtà accade ogni giorno alle donne in Italia”” Spiega Barbara Cassioli, che, come la sua compagna di viaggio Valentina, ha lavorato per lungo tempo nel sociale, anche a contatto con donne in situazione di maltrattamento: “Facciamo l'enorme errore di spostare l'attenzione dal dentro al fuori, definendo pericoloso qualcosa che non conosciamo, mentre in realtà nella maggior parte dei femminicidi chi fa del male è qualcuno che è molto vicino alla donna, spesso il marito, il compagno, l'ex. Crediamo quindi fondamentale una riflessione sulle relazioni a partire dalla nostra realtà italiana”.

È per questo che durante il tragitto verranno raccolte storie delle donne incontrate sulle limitazioni subite nel proprio vissuto personale e, grazie all'occhio della fotografa e performer Valentina Battistoni, saranno scattate delle foto con lo scopo di farne poi una mostra itinerante.

Lungo le tappe del percorso si svolgeranno numerose attività (già consultabili sul blog delle ideatrici ), quali presentazioni di libri, incontri pubblici con amministrazioni comunali e con associazioni. Proprio per rimarcare la necessità di portare attenzione sul tema della libertà femminile da parte di tutti i componenti della nostra società, l'ultimo pezzo del cammino, da La storta a Roma (l'arrivo è previsto per il 29 marzo a Campo de fiori con una celebrazione conclusiva il 31 presso I Casali a Torre Maura), sarà il più possibile eterogeneo, con il coinvolgimento di gruppi diversi tra loro, come il movimento trans-femminista Non Una Di Meno, la cooperativa che si occupa di ex detenuti Assalto al cielo, i QueerCong e Advisability Pride.

“Il cammino vuole essere metafora del cambiamento sociale che dobbiamo attuare per costruire delle relazioni pacifiche tra gli esseri umani: un cambiamento quotidiano, che avviene passo dopo passo e che è fisicamente e mentalmente impegnativo” continua ancora Barbara. “Pippa Bacca ha subito la limitazione massima della libertà: le hanno tolto la vita, ma non è che la punta d'iceberg di un humus culturale che riguarda tutte le donne, fatto di molestie sessuali, maltrattamenti, abusi psicologici, discriminazioni sul lavoro, ma anche di cose più sottili che ostacolano il viaggiare in solitaria, l'uscire, i propri talenti”. Come ci invitano a ricordare le due attiviste, la mentalità machista che è alla base di questa situazione è ancora radicata nel nostro Paese e può essere superata solo se tutti lavoriamo alla sua decostruzione. Ecco perché chiunque fosse interessato è caldamente invitato a unirsi in qualsiasi momento alla passeggiata, in un percorso che aspetta il coinvolgimento anche degli uomini: la strada è lunga, ma le donne sono già in cammino.

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di Giuditta Pellegrini

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